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Aria: Es lebt eine Vilja (Vilja-Lied)

Compositore: Lehár Franz

Opera: La vedova allegra

Ruolo: Hanna Glawari (Soprano)

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Chi possessore è del mio core. Angelica. Orlando. HändelJe voudrais bien savoir...Il était un Roi de Thulé. Marguerite. Faust. GounodLes oiseaux dans la charmille (The Doll Song). Olympia. I racconti di Hoffmann. OffenbachY'a des bergers dans le village. Boulotte. Barbe-bleue. OffenbachDue bell' alme inamorate, care, fide. Deidamia. Deidamia. HändelEwig war ich (Siegfried Idyll). Brünnhilde. Sigfrido. WagnerStridono lassù. Nedda. Pagliacci. LeoncavalloKennst du das Leid…O war dein Herz. Isabella. Il divieto d'amare. WagnerVolta la terrea. Oscar. Un ballo in maschera. VerdiAmour, ranime mon courage. Juliet. Romeo e Giulietta. Gounod
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Die lustige Witwe (titolo italiano: La vedova allegra) (The Merry Widow in inglese e La Veuve joyeuse in francese) è un'operetta in tre parti di Franz Lehár, su libretto di Victor Léon e Leo Stein, dalla commedia L'Attaché d'ambassade di Henri Meilhac (1861).
Debuttò con enorme successo al Theater an der Wien a Vienna il 30 dicembre 1905 con la boema Mizzi Günther, soprano di operetta, ed il tenore viennese Louis Treumann sotto la direzione del compositore. L'operetta è stata scritta per un'orchestra di grandi dimensioni comprendente l'Arpa ed il Glockenspiel. Dopo duecento rappresentazioni (arriveranno ad oltre quattrocento) la direzione del teatro dona a Lehár una medaglia di riconoscimento.
In Italia debutta il 27 aprile 1907 al Teatro Dal Verme di Milano nella traduzione di Ferdinando Fontana con Adrienne Telma, in arte Emma Vecla. Dopo cinquecento repliche Lehár viene in Italia appositamente a complimentarsi con lei.
L'operetta, ambientata a Parigi, parla del tentativo dell'ambasciata Pontevedrina di far sposare la ricca vedova Hanna Glavari con il conte Danilo, sua antica fiamma. Nel frattempo si sviluppa il triangolo amoroso tra il Barone Mirko Zeta, sua moglie Valencienne e Camille de Rossillon.
Hanna Glavari è rimasta presto vedova del ricchissimo banchiere di corte del piccolo stato di Pontevedro; un suo matrimonio con uno straniero provocherebbe la fuoriuscita dei milioni di dote della signora e il collasso delle casse statali. La vedova è ora a Parigi e il sovrano di Pontevedro, preoccupatissimo, incarica il proprio ambasciatore a Parigi, barone Zeta, di trovarle un marito pontevedrino.
L'ambasciatore Zeta e il suo cancelliere Niegus, cercano un candidato e lo individuano nel conte Danilo Danilovich che in passato ha interrotto una storia d'amore con Hanna su pressione della famiglia, a causa delle umili origini di lei. Cogliendo l'occasione del compleanno del sovrano, il barone Zeta organizza una festa all'ambasciata, durante la quale, con Niegus, cerca di convincere Danilo a sposare la vedova. Hanna ama ancora Danilo, tuttavia non lo vuole dimostrare e anzi cerca di ingelosirlo.
Frattanto si intreccia la storia d'amore della moglie del barone Zeta, Valencienne, con il diplomatico francese Camille de Rossillon; durante un ballo in casa Glavari, i due si appartano nel padiglione; stanno quasi per essere scoperti dal barone Zeta, quando Niegus, meno sbadato di quel che sembra, riesce a far uscire per tempo Valencienne e a sostituirla con Hanna.
Quando Hanna esce dal padiglione con Rossillon, sembra chiara la scelta del futuro marito: un parigino... Tutto sembra compromesso; Danilo è furioso e lascia la festa; Zeta non capisce se la moglie lo ha tradito o no.
Ha luogo una nuova festa in casa Glavari con tema le atmosfere e i balli di Chez Maxim's; Danilo si consola bevendo champagne e con le famose ballerine grisettes; Hanna gli spiega però che è stato Niegus a effettuare lo scambio di persona nel padiglione per salvare Valencienne.
Dopo tante schermaglie e sofferenze, Danilo dichiara il proprio amore a Hanna, che annuncia il suo matrimonio con Danilo.
In quanto a Zeta è stato ritrovato il ventaglio della moglie nel padiglione. Rimprovera quindi Valencienne, ma questa gli dice di aprire il ventaglio, dove lei ha scritto "io sono una donna onesta". Felicità del barone e quindi giubilo generale.
«"Una sera, Mahler e io partecipammo ad una performance della Vedova Allegra, e ci divertimmo molto. Successivamente, a casa, abbiamo ballato e per così dire ricostruito il valzer di Lehár a memoria. Poi è successo qualcosa di divertente. Non riuscivamo a ricordare come andava la melodia in un punto particolare del valzer e così abbiamo provato come potevamo. A quei tempi eravamo entrambi troppo snob per pensare di comprare una copia del valzer. Quindi noi due andammo in successivo al negozio di musica di Doblinger. Mahler incatenava il suo manager in una discussione sulla vendita delle sue opere, mentre io sfogliavo apparentemente senza meta attraverso le numerose selezioni di pianoforte e pot-pourri della Vedova Allegra fino a quando sono arrivata al valzer ed lo spartito che stavo cercando. Così poi sono andata da Mahler, ci congedammo al negoziatore e quando fummo fuori per la strada gli cantai il passaggio del valzer, per non dimenticarmelo di nuovo. "»