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Aria: Taci il voglio

Compositore: Donizetti Gaetano

Opera: Il giovedì grasso

Ruolo: Colonnello (Basso)

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Manca alcuno. Massimiano. Fausta. DonizettiIn quell' arca rispettate. Noè. Il diluvio universale. DonizettiBella cosa, amici cara. Don Annibale Pistacchio. Il campanello. DonizettiAmbo nati in questa valle. Antonio. Linda di Chamounix. DonizettiDio tremendo onnipossente. Noè. Il diluvio universale. DonizettiDalle stanze, ove Lucia. Raimondo Bidebent. Lucia di Lammermoor. DonizettiNella stanza, che romita. Guido. Gemma di Vergy. DonizettiBello ardir di congiurati... Fosca notte, notte orrenda. Faliero. Marin Faliero. DonizettiAh, un foco insolita. Don Pasquale. Don Pasquale. DonizettiIo sognai che disperato. Belfiore. Alina, regina di Golconda. Donizetti
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Il giovedì grasso è una farsa in un atto di Gaetano Donizetti, su libretto di Domenico Gilardoni. Il libretto venne adattato dalle commedie francesi Il signor di Pourceaugnac di Molière e Le nouveau Pourceaugnac di Charles-Gaspard Delestre-Poirson e Eugène Scribe. L'opera è costituita da parti parlate e recitativi, ed il ruolo del buffo parla in lingua napoletana. L'opera ebbe la sua prima esecuzione al Teatro del Fondo di Napoli il 26 febbraio 1829.
Gli amanti Nina e Teodoro sono disperati poiché Nina è promessa ad Ernesto, un ragazzo semplice del villaggio. Sigismondo, che è geloso della propria moglie, per via di alcuni sospetti falsi, e ritiene che Ernesto sia un pazzo, è loro amico e decide di aiutarli. Sapendo che Ernesto arriverà esattamente quando il padre di Nina, il Colonnello, sarà a Parigi, offre a tutti di vestirsi come nel "Giovedì Grasso": Egli sarà un amico immaginario del passato di Ernesto e Camilla sarà una ex amante tradita da Ernesto. Stefanina che non ha familiarità con Ernesto, è colei che apre la porta ad Ernesto e gli dice innocentemente ciò che si sta tramando alle sue spalle. Ernesto decide di reagire, si riferisce a Sigismondo come suo amico ed a Camilla come la sua ex amante tradita, confermando così i sospetti presunti di Sigismondo. Egli invia anche una lettera urgente al colonnello chiedendogli di tornare a casa il più presto possibile. Solo quando il colonnello è tornato Ernesto confessa a tutti che lui, il ragazzo semplice del villaggio, è colui che li aveva ingannati lasciando che gli amanti si sposassero.