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Aria: Forse un destin, che intendere

Compositore: Donizetti Gaetano

Opera: Parisina d'Este

Ruolo: Parisina (Soprano)

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Di che amore io t'abbia amato. Bianca. Ugo, Conte di Parigi. DonizettiSogno talor di correre. Parisina. Parisina d'Este. DonizettiQuel guardo il cavaliere...So anch'io la virtu magica. Norina. Don Pasquale. DonizettiM'odi, ah m'odi. Lucrezia Borgia. Lucrezia Borgia. DonizettiRayons dorés (Dolce zeffiro, il seconda). Inès (Inez). La favorita. DonizettiCome innocente giovane…Non v'ha sguardo. Anna Bolena. Anna Bolena. DonizettiAl dolce guidami castel natio. Anna Bolena. Anna Bolena. DonizettiCupa fatal mestizia... Ben fu il giorno avventurato. Maria. Maria di Rohan. DonizettiSe pietoso d'un obblio copri. Eleonora. Il furioso all'isola di San Domingo. DonizettiNon mi tra dir, speranza. Ada. Il diluvio universale. Donizetti
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Parisina d'Este (o, più comunemente, Parisina) è un'opera di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani.
Debuttò al Teatro della Pergola di Firenze, il 17 marzo 1833.
Opera abbastanza nota, è stata riportata all'attenzione dalla Donizetti renaissance. Tra le esecuzioni storiche quella del 1974 alla Carnegie Hall Opera con Montserrat Caballé, e l'allestimento del 2004 al Teatro Donizetti di Bergamo.
L'opera si apre a Ferrara. Ernesto e i nobili attendono il duca Azzo (È desto il duca?). Compare Azzo, che rivela ad Ernesto i suoi sospetti: teme la moglie Parisina, di cui è gelosissimo, lo tradisca, come la precedente moglie, Matilde. A confermare ciò, sarebbe il ritorno a Ferrara di Ugo, un giovane allevato da Ernesto, divenuto il favorito di Azzo, anch'egli innamorato di Parisina. Uscito Azzo, entra Ugo, scatenando la paura di Ernesto: sa che Azzo è ancora irato con Ugo, e che il suo esilio non è ancor finito. Ugo rivela il suo amore per Parisina ad Ernesto. Parisina, intanto, è con la fida Imelda e le ancelle nei giardini a ristorarsi, quando giungono i suoni della festa. Tra i cavalieri, Parisina scorge Ugo. Rimasti soli, Parisina esorta l'amato a fuggire, anche se lo vorrebbe ancora con sé. Giunge il Duca, che, irato, domanda come mai Ugo si trovi li. Parisina lo difende, suscitando l'ira di Azzo (Il difende! E in sua difesa tanto adopra). Le sponde del Po. Azzo concede che Ugo rimanga per la festa, mentre si stanno per imbarcare. Parisina segue il marito e tutto il seguito alla festa (finale concertato: Vieni, vieni, e in sereno sembiante), ma Ernesto, Ugo e Parisina sono divorati dal timore, mentre Azzo dalla rabbia (Ma divoro nel cor tremante un timor/furor che non posso frenar).
Imelda e le ancelle commentano la festa (Lieta era dessa), felici della gioia di Parisina e della tranquillità di Azzo. Solo Imelda è timorosa. Entra Parisina, che, stanca, si addormenta. Le ancelle la lasciano sola, ma furtivo Azzo entra nella camera, e spia Parisina, che, sonnambula, nel sonno crede di vedere Ugo e di fuggire assieme a lui. Azzo grida, irato, svegliando Parisina, e l'accusa di tradimento, avendola sentita nel sonno invocare il nome di Ugo. Parisina, disperatamente, ammette il suo amore per lui. Azzo fa per ucciderla, ma si ferma (Non pentirti, mi ferisci). Alla festa, Ugo è preoccupato per il ritardo di Parisina, che attende nella sala. Entrano gli armigeri che gli intimano di seguirlo dal Duca, che vuole interrogarli se il tradimento di Parisina è vero. Azzo fa per condannarli a morte, quando Ernesto interviene, dicendo che Ugo è il figlio di primo letto del Duca, affidatogli da Matilde dopo la sua cacciata. Azzo lo riconosce, e annulla la condanna.
Nella cappella (coro iniziale Muta, insensibile), Parisina prega per la salvezza dell'amato, quando Imelda gli porta un biglietto di Ugo, che la invita a fuggir con lui. Parisina, dubbiosa, esita, poi è decisa, quando si odono suoni funebri. Azzo compare, bloccando Parisina, e mostra a lei il cadavere di Ugo. Parisina, al colmo dell'orrore, non regge alla visione dell'amato (Ugo è spento! A me si renda!) e muore, tra l'orrore dei presenti.
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