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Aria: Quel tuo sorriso altero

Compositore: Donizetti Gaetano

Opera: Torquato Tasso

Ruolo: Roberto Geraldini (Tenore)

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Tu che a Dio spiegasti l'ali. Edgardo. Lucia di Lammermoor. DonizettiVivi tu, te ne scongiuro… Nel veder la tua costanza. Percy. Anna Bolena. DonizettiD'un alma troppo fervida. Poliuto. Poliuto. DonizettiSe valor, rispetto e fede. Seide. Alina, regina di Golconda. DonizettiUna furtiva lagrima. Nemorino. L'elisir d'amore. DonizettiFasti? Pompe? Omaggi? Onori?. Gianni. Gianni di Calais. DonizettiM'ingannò la mia speranza. Oliviero. Adelia. DonizettiS'io finor, bell'idol mio. Settimio. L'esule di Roma. DonizettiQuanto è bella, quanto è cara. Nemorino. L'elisir d'amore. DonizettiQuando il cor da lei piagato... A te, divina immagine. Riccardo. Maria di Rohan. Donizetti
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Torquato Tasso è un'opera lirica di Gaetano Donizetti, su libretto di Jacopo Ferretti.
L'opera debuttò il 9 settembre 1833 al Teatro Valle di Roma. Quando Donizetti iniziò a comporre l'opera, prevedeva già per il ruolo del poeta protagonista un tenore, ma si vide costretto a cambiarlo in baritono, per Giorgio Ronconi, che divenne uno dei primi ruoli (dopo Cardenio de Il furioso all'isola di San Domingo).
Dopo molti anni di oblio, l'opera ebbe una replica a Savona nel 1985, con Simone Alaimo (Torquato), Luciana Serra (Eleonora), Ernesto Palacio (Roberto). Il soprano Montserrat Caballé ha inciso su disco il brano più famoso dell'opera, l'aria Fatal Goffredo! della protagonista.
Roberto Geraldini, segretario del Duca e invidioso della fama di Torquato Tasso, decide di vendicarsi, fingendosi amico del poeta. Torquato si fida di lui, e gli consegna le chiavi dello scrigno, nel quale conserva i suoi appunti, con le odi dedicate alla contessa Eleonora, sorella del Duca, in procinto di sposarsi con il signore di Mantova. Roberto fa in modo che i fogli vadano in mano al pettegolo don Gherardo, che li consegna al Duca. Torquato, dopo un appuntamento con l'amata Eleonora, si rende conto dell'accaduto e si avventa su Roberto, ma viene fermato dal Duca, che invita tutti i presenti ad una festa nel giardino di Belriguardo. A complicare la faccenda è la contessa di Scandiano, anche lei Eleonora di nome che, credendo che i versi siano indirizzati a lei, si sente innamorata di Torquato. Nel frattempo, Eleonora attende per un ultimo incontro Torquato e gli dichiara il suo amore; Torquato vorrebbe costringere l'amata a seguirlo, ma, respinto, in un impeto di violenza si avventa su di lei. Interviene il Duca, informato del colloquio, e fa incarcerare Torquato, come malato di mente. Sette anni dopo, Torquato attende il giorno della libertà, e finalmente arrivano i cortigiani del Duca che gli comunicano la sua liberazione e l'incoronazione a "Maggior Poeta" sul Campidoglio. Torquato spera di rivedere l'amata, ma viene a sapere che Eleonora è morta.