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Aria: Tergi l'ingiuste lagrime

Compositore: Händel Georg Friedrich

Opera: Ezio

Ruolo: Massimo (Tenore)

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Where'er you walk. Semele. HändelNon è da Rè quel cor. Egeo. Teseo. HändelPur ch'io ti stringa al sen. Ottone. Agrippina. HändelPena tiranna io sento al core. Dardano. Amadigi di Gaula. HändelSerbati a grandi imprese. Alessandro. Poro, re delle Indie. HändelLasci, che nel suo viso, pria che da lei diviso. Adelberto. Ottone. HändelSe la mia vita dono è d'Augusto. Ezio. Ezio. HändelCara sposa, amante cara, dove sei?. Rinaldo. Rinaldo. HändelAbbruggio, avampo e fremo. Rinaldo. Rinaldo. HändelSe discordia ci disciolse. Haliate. Sosarme. Händel
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Ezio è un'opera di Georg Friedrich Händel su libretto di Pietro Metastasio. L'opera debuttò il 15 gennaio 1732 al King's Theatre di Londra: stella principale del cast fu il celebre castrato Senesino, nel ruolo del titolo. Per la terza e ultima volta, dopo Siroe, re di Persia e Poro, re delle Indie, Handel si cimenta con un testo di Metastasio utilizzando un libretto già musicato da Christoph Willibald Gluck, pur con qualche revisione nelle scene finali del secondo atto: ne risulta un'opera dalle tinte fosche e cupe, incentrata su congiure di palazzo, condanne a morte e complotti di corte (tematiche che verranno riprese da Mozart ne La clemenza di Tito. L'opera ebbe poco successo, come testimoniano le sole cinque repliche che seguirono la prima: la prima rappresentazione in tempi moderni avvenne solamente nel 1977 al Festival Handeliano a Gottinga.
Ezio, trionfatore sugli Unni di Attila, ritorna a Roma e viene accolto con tutti gli onori dalla corte dell'imperatore, ma la felicità è destinata a durare poco: il patrizio Massimo, confidente di Valentiniano ma in realtà suo occulto nemico, trama per far uccidere l'imperatore e per rovinare Ezio. Sua figlia Fulvia cerca di farlo ragionare, dato che è segretamente innamorata di Ezio, ma il padre minaccia di ripudiarla, e la costringe a seguire i suoi piani. Intanto anche Valentiniano trama in segreto contro Ezio: temendo che possa acquistare troppo potere a causa del suo prestigio, decide di "controllarlo" facendolo sposare con la sorella Onoria, di lui segretamente innamorata. Tuttavia, a rovinare i suoi piani, è Ezio stesso, che dichiara a tutti il suo amore per Fulvia.
Massimo attenta alla vita dell'imperatore, ma fortunatamente, Valentiniano sopravvive: il congiurato decide di far ricadere la colpa di tutto su Ezio. Fulvia, che conosce la verità, vorrebbe parlare, ma il padre continua a minacciarla. Varo, amico dell'imperatore, le consiglia di offrirsi come sposa a Valentiniano per salvare la vita di Ezio. Tuttavia la ragazza dichiara di fronte all'imperatore il suo mai sopito amore per Ezio, destando le ire del padre e di Valentiniano: Ezio viene quindi arrestato e sul suo capo pende la condanna a morte.
Onoria cerca di intercedere presso l'imperatore per Ezio, ma il fratello è irremovibile: fingendo di volerlo perdonare, lo fa scarcerare, ma ordina a Varo di ucciderlo. Ovviamente, solo a omicidio avvenuto, Valentiniano scopre la verità sulla congiura ordita da Massimo: i congiurati assaltano il palazzo reale, ma l'imperatore viene salvato da Ezio stesso (che Varo non aveva avuto il coraggio di uccidere). Fulvia ed Ezio pregano l'imperatore di perdonare il traditore, e il perdono viene concesso. L'opera si conclude con il giubilo universale.