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Aria: Sempre teco ognor contenta

Compositore: Rossini Gioachino

Opera: Demetrio e Polibio

Ruolo: Lisinga (Soprano)

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Sventurata! mi credea. Clorinda. La Cenerentola. RossiniUna voce poco fa. Rosina. Il barbiere di Siviglia. RossiniGran Dio!…Giusto Dio che umile adoro. Amenaide. Tancredi. RossiniDeh tu reggi in tal momento. Ninetta. La gazza ladra. RossiniCome dolce all'alma mia. Amenaide. Tancredi. RossiniAh che invan su questo. Anna. Maometto secondo. RossiniNo, che il morir non é. Amenaide. Tancredi. RossiniSento un'interna voce. Matilde. Elisabetta, regina d'Inghilterra. RossiniEn proie à la tristesse. La Comtesse. Il Conte Ory. RossiniNon si da follia maggiore. Fiorilla. Il turco in Italia. Rossini
Wikipedia
Demetrio e Polibio è la prima opera lirica di Gioachino Rossini. È un'opera seria divisa in due atti e musicata su libretto di Vincenzina Viganò Mombelli.
È la prima realizzazione di Rossini che la scrisse tra 1806, quando ancora non aveva neppure quindici anni, e il 1808. Fu commissionata dal tenore Domenico Mombelli per sé e le due figlie cantanti, e il libretto fu scritto dalla moglie dello stesso Mombelli. La prima rappresentazione si tenne al Teatro Valle di Roma il 18 maggio 1812.
L'opera fu molto apprezzata da Stendhal che ebbe modo di vederla a Como. Dopo la première romana, l'opera fu rappresentata in alcune altre città, tra cui Bologna (9 marzo 1814 nel Teatro del Corso con lo stesso cast della prima romana), Venezia (24 aprile 1817 al Teatro San Benedetto) e Napoli (4 giugno 1839 al Teatro San Carlo). In seguito uscì presto dal repertorio, oscurata dalle altre opere serie ben più famose, e tuttora è poco eseguita. Fu rappresentata al Rossini Opera Festival solamente nel 2010, con un cast di giovani interpreti.
Tra i brani più noti il duetto di Lisinga e Siveno Questo cor ti giura amore (atto I) e il quartetto Donami ormai Siveno (atto II).
La partitura di Rossini prevede l'utilizzo di
Per i recitativi secchi:
L'azione si svolge nella capitale dei Parti.
Polibio, re dei Parti, protegge presso di sé un giovane che si fa chiamare Siveno ed è creduto figlio dell'estinto Minteo, ministro di Demetrio, re di Siria. Quest'ultimo, sotto il falso nome di Eumene, si reca alla corte di Polibio, in qualità di messaggero del re di Siria, reclamando la restituzione di Siveno ma Polibio non accetta e si celebrano anzi le nozze tra Siveno e Lisinga, la figlia di Polibio. Polibio confida però a Siveno di essere preoccupato per quanto successo, Siveno comunque lo rassicura. Eumene, intanto, prepara un piano per rapire Siveno. Corrompe con dell'oro i domestici e le guardie, riuscendo a penetrare di notte nella corte di Polibio. Giunto però nella stanza degli sposi, trova Lisinga, la rapisce e fugge. Polibio e Siveno tentano inutilmente di fermarlo.
Polibio e Siveno chiedono che Lisinga venga rilasciata. Per risposta Demetrio, minaccia di uccidere Lisinga, se non gli verrà consegnato Siveno. Polibio, a sua volta, manifesta l'intenzione di uccidere Siveno se non gli verrà restituita la figlia. La situazione è risolta quando Demetrio, tramite una medaglia, riconosce in Siveno suo figlio, che credeva perduto. Polibio però non vuole lasciare Lisinga e anche Demetrio ormai vuole solo Siveno. Separati quindi gli sposi, Lisinga, per riavere il marito, tenta di uccidere il presunto Eumene ma questi rivela finalmente di non essere il messaggero del re di Siria, ma il re stesso e padre di Siveno. La pace è quindi fatta e gli sposi possono finalmente vivere felici.
(Registrazione dal vivo al Festival di Barga), 27 luglio)
(Registrazione dal vivo al Festival della Valle d'Itria, Martina Franca, 27 luglio)