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Christoph Willibald Gluck

Opere:

AlcesteAntigono, Wq.21ArmideArtamene, Wq.11Demofoonte, Wq.3Écho et NarcisseIfigenia in AulideIfigenia in TaurideIl Re Pastore, Wq.22Ipermestra, Wq.7La caduta de' giganti, Wq.10La clemenza di Tito, Wq.16La contesa dei numi, Wq.14La corona, Wq.35La rencontre imprévueLa Semiramide riconosciutaLa Sofonisba, Wq.5Le cinesiLe diable à quatreLe feste d’Apollo, Wq.38Le nozze d'Ercole e d'EbeOrfeo ed EuridiceOrfeo ed EuridiceParide ed ElenaTelemaco

Arie:

A ma maîtresse J'avais promis, Seigneur. Dardanée. La rencontre imprévueA vostri lai. Alceste. AlcesteAd un riso. Tangia. Le cinesiAddio, addio, o miei sospiri. Orfeo. Orfeo ed EuridiceAddio, addio, o miei sospiri. Orfeo. Orfeo ed EuridiceAh! Divinités implacables. Alceste. AlcesteAh! laissons-là ce souvenir funeste. Iphigénie. Ifigenia in TaurideAh! Malgré moi. Alceste. AlcesteAh! mon ami, j'implore ta pitié!. Pylade. Ifigenia in TaurideAh! qu'il est doux de se revoir. Rézia. La rencontre imprévueAlceste, au nom des Dieux. Admète. AlcesteBannis la crainte et les alarmes. Admète. AlcesteBarbare, non, sans toi. Admète. AlcesteBel inconnu qu'ici l'amour amène. Balkis. La rencontre imprévueCaron t'appelle, entends sa voix!. Un Dieu Infernal. AlcesteCastagno, castagna, Pista fanache. Le Calender. La rencontre imprévueCerco il mio ben cosi. Orfeo. Orfeo ed EuridiceCerco il mio ben cosi. Orfeo. Orfeo ed EuridiceC'est envain. Hercule. AlcesteC'est un torrent impétueux. Vertigo. La rencontre imprévueChe farò senza Euridice. Orfeo. Orfeo ed EuridiceChe farò senza Euridice. Orfeo. Orfeo ed EuridiceChe fiero momento. Euridice. Orfeo ed EuridiceChe fiero momento. Euridice. Orfeo ed EuridiceChe puro ciel. Orfeo. Orfeo ed EuridiceChe puro ciel. Orfeo. Orfeo ed EuridiceChiamo il mio ben cosi. Orfeo. Orfeo ed EuridiceChiamo il mio ben cosi. Orfeo. Orfeo ed EuridiceCrudele, senza te. Admeto. AlcesteDalla cetra tua. Amor. Orfeo ed EuridiceDalla cetra tua. Amor. Orfeo ed EuridiceDall'aurea sua stella colombe amorose. Paris. Paride ed ElenaDans cet objet touchant. Oreste. Ifigenia in TaurideDe noirs pressentiments, mon âme intimidée. Thoas. Ifigenia in TaurideDe tes forfaits la trame est découverte. Thoas. Ifigenia in TaurideDeh placatevi con me. Orfeo. Orfeo ed EuridiceDeh placatevi con me. Orfeo. Orfeo ed EuridiceDéjà la mort s'apprête. Le Grand-Prêtre. AlcesteDes combats J'ai peint l'horreur. Vertigo. La rencontre imprévueDi te scordarmi e vivere!. Paris. Paride ed ElenaDieux qui me poursuivez!. Oreste. Ifigenia in TaurideDivinité des grandes âmes!. Pylade. Ifigenia in TaurideDivinités du Styx. Alceste. AlcesteDonzelle semplici, no non credete a quelle lagrime. Helena. Paride ed ElenaD'un céleste transport mon âme est agitée. Vertigo. La rencontre imprévueD'une image, hélas! trop chérie. Iphigénie. Ifigenia in TaurideD'une telle lâcheté. Le Calender. La rencontre imprévueÈ quest'asilo ameno e grato. Euridice. Orfeo ed EuridiceÈ quest'asilo ameno e grato. Euridice. Orfeo ed EuridiceEh! Pourrai je vivre sans toi. Alceste. AlcesteFatal divinità. Alceste. AlcesteFerma, crudele. Lisinga. Le cinesiForse più d'una beltà. Helene. Paride ed ElenaGli sguardi trattieni Amor. Amor. Orfeo ed EuridiceGli sguardi trattieni Amor. Amor. Orfeo ed EuridiceGrand Dieux, du destin, qui m'accable. Alceste. AlcesteHeureux l'amant qui se dépètre De Cupidon. Osmin. La rencontre imprévueIl fait entendre sa sonnette. Le Calender. La rencontre imprévueJ'ai fait un rève des plus doux. Dardanée. La rencontre imprévueJ'ai perdu mon doux ramage. Amine. La rencontre imprévueJe chérirai jusqu'au trépas. Ali. La rencontre imprévueJe n'ai jamais chéri la vie. Alceste. AlcesteJe sais que l'amoureux flambeau. Rézia. La rencontre imprévueJe t'implore et je tremble. Iphigénie. Ifigenia in TaurideLa Dea d'Averno avvolta. Il Sommo Sacerdote. AlcesteLe belle imagini d'un dolce amore. Paris. Paride ed ElenaLe calme rentre dans mon coeur. Oreste. Ifigenia in TaurideLes homme pieusement. Le Calender. La rencontre imprévueL'implacabile Dea. Ercole. AlcesteLo potrò! Ma fra tanto. Helena. Paride ed ElenaMahomet, notre grand prophète. Le Chef de la Caravane. La rencontre imprévueMaître des coeurs, achève ton ouvrage. Rézia. La rencontre imprévueMen tiranne voi sareste. Orfeo. Orfeo ed EuridiceMen tiranne voi sareste. Orfeo. Orfeo ed EuridiceMi arridea sin or la vita. Alceste. AlcesteMille pene. Orfeo. Orfeo ed EuridiceMille pene. Orfeo. Orfeo ed EuridiceNell'idea ch'ei volge in mente. Amor. Paride ed ElenaO Dei, del mio fato tiranno. Alceste. AlcesteO funesta Dea. Alceste. AlcesteO malheureuse Iphigénie. Iphigénie. Ifigenia in TaurideÔ toi qui, prolongeas mes jours. Iphigénie. Ifigenia in TaurideOh del mio dolce ardor. Paris. Paride ed ElenaPadre tu non m'ascolti se per entro. Telemaco. TelemacoParmi veder ancor ah non turbi. Telemaco. TelemacoPel Dio, pe' Numi tuoi. Admeto. AlcestePerchè nutrir terror. Admeto. AlcestePiango il mio ben cosi. Orfeo. Orfeo ed EuridicePiango il mio ben cosi. Orfeo. Orfeo ed EuridiceQue ces regrets touchants pour mon coeur ont des charmes. Oreste. Ifigenia in TaurideQuegli occhi belli. Paris. Paride ed ElenaQuoi! toujours à mes voeux vous êtes inflexible?. Oreste. Ifigenia in TaurideRien dans la nature. Amor. Écho et NarcisseSans votre brusque retraite. Balkis. La rencontre imprévueSe grave è a te. Tanato. AlcesteSenza del tuo sospir. Alceste. AlcesteSpiagge amate, ove talora. Paris. Paride ed ElenaT'inganni, il tuo destino. Pallas. Paride ed ElenaTout ce que j'aime est au tombeau. Ali. La rencontre imprévueTremblez! on sait tout le mystère. Prêtresse. Ifigenia in TaurideUn ruisselet, Bien clair, bien net. Vertigo. La rencontre imprévueUnis dès la plus tendre enfance. Pylade. Ifigenia in TaurideVenez, venez, troupe brillante. Balkis. La rencontre imprévueVous ressemblez à la rose naissante. Ali. La rencontre imprévue
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Christoph Willibald Gluck (Erasbach, 2 luglio 1714 – Vienna, 15 novembre 1787) è stato un compositore tedesco, attivo soprattutto come operista, uno dei maggiori iniziatori del cosiddetto periodo della storia della musica che va sotto il nome di Classicismo nella seconda metà del XVIII secolo.
Attraverso nuove e radicali opere, come Orfeo ed Euridice (1762) e Alceste (1767), riformò l'opera seria, da tempo in declino, semplificandone la trama e cercando un sostanziale equilibrio tra musica e canto. La cosiddetta riforma gluckiana ebbe grande fortuna, influenzando notevolmente molti compositori, tra i quali Sacchini, Salieri, Cherubini, Spontini, Weber, Berlioz e Wagner.
Gluck nacque a Erasbach (oggi Berching), una cittadina dell'Alto Palatinato. Il padre era una guardia forestale sovrintendente ai pedaggi di Erasbach e di alcuni ricchi possedimenti monastici. Dell'infanzia del compositore si conosce poco: con ogni probabilità ricevette lezioni di organo o clavicembalo presso il collegio dei gesuiti di Komatau, frequentato da un fratello, e in questo periodo imparò a suonare il violino e il violoncello. È certo invece che, per poter seguire le sue inclinazioni musicali avversate in famiglia, fu costretto a fuggire di casa e a guadagnarsi da vivere esibendosi nelle chiese e nelle piazze come cantore e suonatore ambulante e che, dopo la riconciliazione con il padre, visse per alcuni anni a Praga, dove proseguì gli studi musicali e frequentò la Facoltà di Filosofia dell'università locale, seguendo i corsi di logica, fisica e metafisica.
Gluck entrò in contatto a Praga con le opere italiane di Johann Adolf Hasse, basate sul modello metastasiano, un modello che trionfava in tutta Europa e che il compositore tedesco ebbe modo di conoscere ancora meglio quando si trasferì a Vienna, nel 1735, lavorando come "musico di camera" presso il principe Lobkowitz. Lasciata Vienna, Gluck si trasferì a Milano con il nobile Antonio Maria Melzi, suo amico e protettore. Fu lo stesso Melzi ad affidare il giovane compositore agli insegnamenti di un maestro molto rinomato, soprattutto nel campo della musica strumentale: Giovanni Battista Sammartini. È significativo che in questo periodo Gluck scriveva alcuni brani strumentali: le sei sonate in trio, pubblicate a Londra nel 1746. Il teatro rimaneva però al centro dei suoi interessi.
Il 26 dicembre 1741 la sua prima opera lirica, Artaserse, su testo di Metastasio, fu accolta con favore dal pubblico del Teatro Regio Ducale di Milano. A questo fortunato esordio fecero seguito poco meno di una decina di lavori scritti per i teatri di Milano, Venezia e Torino, che gli procurarono una buona fama. Nel 1745 si trasferì a Londra, dove con La caduta de' giganti esordì, questa volta con scarso successo, al King's Theatre. Qui incontrò Händel – che per il più giovane collega non nutrì una particolare stima (dopo aver ascoltato quest'opera, egli dichiarò che il suo autore si intendeva di contrappunto come il suo cuoco) – e si esibì con lui in un concerto. La grandiosa semplicità del modello teatrale di Händel e in particolare l'uso drammatico del coro colpirono profondamente Gluck, esercitando su di lui un influsso destinato a dar frutti negli anni successivi.
Nel 1750 sposa Marianne Pergin a Vienna. Nel 1752 ritornò a Vienna dove, nominato Kapellmeister (maestro di cappella) di un'importante orchestra, pose base stabile – fatta eccezione per gli spostamenti legati alla sua attività – fino alla morte. Qui conobbe Giacomo Durazzo, direttore di due importanti teatri della città, attorno al quale ruotavano molte attenzioni, soprattutto da parte di molti appartenenti al mondo intellettuale e nobiliare che miravano a restaurare il teatro d'opera. Gluck fu coinvolto in alcune rappresentazioni con certe compagnie dell'Opéra-comique francese e nel 1761 compose la musica del balletto pantomimo Don Juan ou le festin de pierre, coreografato dal celebre ballerino e coreografo Gasparo Angiolini, che sarebbe stato suo collaboratore anche in Italia; durante questo lavoro conobbe il librettista Ranieri de' Calzabigi, con il quale iniziò la cosiddetta "riforma gluckiana".
L'anno seguente, il terzetto produsse Orfeo ed Euridice, destinata a diventare l'opera più famosa di Gluck in quanto prima espressione della sua riforma. A questo lavoro nel 1765 seguirono altri due balletti pantomimi: Semiramide, da una tragedia di Voltaire, e Ifigenia in Aulide e in seguito le opere Alceste del 1767 e Paride ed Elena del 1770. Conclusa questa esperienza, Parigi divenne il nuovo centro intellettuale cui Gluck decise di indirizzare il suo talento. Contando anche sulle brighe di un suo nuovo amico, attaché all'ambasciata francese a Vienna e aspirante librettista, noto come Le Bailly du Roullet, e soprattutto sulla protezione della nuova delfina di Francia, Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, già sua affezionata allieva di canto, Gluck riuscì infine ad ottenere una ricca scrittura da parte dell'Académie Royale de Musique e, nel 1773, partì alla volta della capitale francese con la partitura di una nuova opera, già pronta. Si trattava dell'Iphigénie en Aulide, scritta su libretto del Du Roullet, tratto da un testo di Racine: l'opera fu presentata nel 1774 e ottenne un discreto successo, seguito, a distanza di pochi mesi, da quello clamoroso dell'Orphée et Euridice, versione francese di Orfeo ed Euridice.
Nel 1776 la stessa sorte toccò all'Alceste, mentre alla fine di quell'anno giunse a Parigi Niccolò Piccinni, considerato il rivale di Gluck. Negli anni successivi i vari sostenitori dei diversi musicisti diedero vita ad accesi dibattiti su quale fosse la miglior forma di teatro d'opera adatta allo spirito francese dell'epoca e anche questo è un particolare che la dice lunga su quanto fosse pressante la volontà intellettuale collettiva di rinnovamento. In particolare, nel 1777, Jean-François de La Harpe scrisse sul Journal de politique et de litérature di Parigi la critica dell'opera Armide di Gluck iniziando la polemica tra piccinnisti e gluckisti alla quale Gluck rispose sul Journal de Paris.
Nel maggio del 1779 l'Iphigénie en Tauride ebbe grande successo, ma in settembre in una lettera da Londra, Ferdinando Bertoni accusò Gluck di aver copiato dalla sua opera Tancredi l'aria L'espoir renaît nella terza versione francese dell'Orfeo e Euridice e successivamente una sorte completamente opposta toccò a Echo et Narcisse. Con grande sconforto fece ritorno a Vienna e lì, dopo molti anni di malattia, morì nel 1787. Il funerale seguì il rito cattolico come da lui espressamente richiesto.
Gluck è il personaggio misterioso presente nel racconto Il cavaliere Gluck dello scrittore romantico E.T.A. Hoffmann (in Italia il racconto compare nella raccolta Il vaso d'oro. Pezzi di fantasia alla maniera di Callot, ed. Einaudi).
A Gluck è stato intitolato il cratere Gluck, sulla superficie di Mercurio.
Sempre al compositore tedesco, è dedicata la via Gluck (per esteso: via Cristoforo Gluck) a Milano, dove nacque Adriano Celentano che la ritrasse nella canzone Il ragazzo della via Gluck.
Gluck compare nella serie manga Lady Oscar, creata da Riyoko Ikeda.