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Georg Friedrich Händel

Opere:

AdmetoAgrippinaAlcinaAlessandroAlessandro SeveroAlexander BalusAlexander's FeastAlmiraAmadigi di GaulaArianna in CretaAriodanteArminioAtalantaAthaliaBaldassarBereniceDeborahDeidamiaErcoleEstherEstherEzioFaramondoFlavioFloridanteGiuda MaccabeoGiulio CesareGiustinoIl pastor fidoIl trionfo del tempo e del disingannoIl trionfo del tempo e del disingannoImeneoIsraele in EgittoJephthaJoseph and his BrethrenJoshuaLa passione di BrockesLa resurrezioneLa scelta di ErcoleL'Allegro, il Penseroso ed il ModeratoLotarioLucio Cornelio SillaMessiahOratorio occasionaleOrlandoOttonePartenopePoro, re delle IndieRadamistoRiccardo PrimoRinaldoRinaldoRodelindaRodrigo ovvero Vincer se stesso è la maggior vittoriaSansoneSaulScipioneSemeleSerse, HWV 40SiroeSolomonSosarmeSusannaTamerlanoTeodoraTersicoreTeseoTolomeo

Cantate:

Aci, Galatea e PolifemoAgrippina condotta a morire or Dunque sarà pur veroAh! che troppo ineguali, HWV 230Ah, che pur troppo è vero, HWV 77Ah, crudel! nel pianto mio, HWV 78Allor ch'io dissi addio, HWV 80Alpestre monte, HWV 81Aminta e Fillide, HWV 83Apollo e DafneArmida abbandonata, HWV 105Aure soavi e lieteCarco sempre di gloria, HWV 87Care selve, aure grate, HWV 88Cecilia, volgi un sguardo, HWV 89Chi ben ama non paventaChi rapì la pace al core, HWV 90Clori vezzosa Clori, HWV 95Clori, degli occhi miei, HWV 91aClori, mia bella Clori, HWV 92Clori, ove sei?, HWV 93Clori, Tirsi e FilenoCrudel tiranno amor, HWV 97Cuopre tal volta il cielo, HWV 98Da sete ardente afflitto, HWV 100Dalla guerra amorosa, HWV 102aDeh! lasciate e vita e volo, HWV 103Del bell'idolo mioDiana cacciatrice, HWV 79Dimmi, o mio cor, HWV 106Ditemi, o piante, HWV 107Dolc' è pur d'amor l'affanno, HWV 109aDolc' è pur d'amor l'affanno, HWV 109bDolce mio ben, HWV 108E partirai, mia vita, HWV 111Echeggiate, festeggiate, HWV 119Figli del mesto cor, HWV 112Figlio d'alte speranze, HWV 113Filli adorata e cara, HWV 114Fra pensieri quel pensiero, HWV 115Fra tante pene, HWV 116Ho fuggito Amore anch'io, HWV 118Il delirio amoroso, HWV 99Il Gelsomino, HWV 164bIrene, idolo mio, HWV 120bLa bianca rosa, HWV 160aLa bianca rosa, HWV 160bLa bianca rosa, HWV 160cLanguia di bocca lusinghiera, HWV 123L'aure grate, il fresco rio, HWV 121aLook down, harmonious saint, HWV 124Lucrezia, HWV 145Lungi da me, pensier tiranno, HWV 125bLungi da voi, che siete poli, HWV 126cLungi dal mio bel nume, HWV 127aLungi dal mio bel nume, HWV 127bLungi n'andò Fileno, HWV 128Manca pur quanto sai, HWV 129Mentre il tutto è in furore, HWV 130Menzognere speranze, HWV 131Mi palpita il cor, HWV 132aMi palpita il cor, HWV 132bMi palpita il cor, HWV 132cNe' tuoi lumi, o bella Clori, HWV 133Nel dolce tempo, HWV 135aNel dolce tempo, HWV 135bNella stagion che di viole e rose, HWV 137Nell'africane selve, HWV 136Nice, che fa? che pensa?, HWV 138Ninfe e pastori, HWV 139aNinfe e pastori, HWV 139bNinfe e pastori, HWV 139cNisi Dominus, HWV 238No se emenderá jamás, HWV 140Non sospirar, non piangere, HWV 141Notte placida e cheta, HWV 142O lucenti, o sereni occhi, HWV 144Occhi miei che faceste?, HWV 146Olinto pastore, Tebro fiume, Gloria, HWV 143Partenza di G.B., HWV 168Partì, l'idolo mio, HWV 147Pensieri notturni di Filli, HWV 134Poichè giuraro amore, HWV 148Qualor l'egre pupille, HWV 152Qualor, crudele sì ma vaga Dori, HWV 151Quando sperasti, o core, HWV 153Quel fior che all'alba ride, HWV 154Sarai contenta un dì, HWV 156Sarei troppo felice, HWV 157Se pari è la tua fè, HWV 158aSe pari è la tua fè, HWV 158cSe per fatal destino, HWV 159Sento là che ristretto, HWV 161aSento là che ristretto, HWV 161bSiete rose rugiadose, HWV 162Solitudini care, amata libertà, HWV 163Spande ancor a mio dispetto, HWV 165Splenda l'alba in oriente, HWV 166Stanco di più soffrire, HWV 167aTorna il core al suo diletto, HWV 169Tra le fiammeTu fedel? tu costante?, HWV 171Udite il mio consiglio, HWV 172Un sospir a chi si muore, HWV 174Un'alma innamorataVedendo amor, HWV 175Venne voglia ad amore, HWV 176Zeffiretto, arresta il volo, HWV 177

Arie:

A languir ed a penar. Admeto. AdmetoA sprone, a fren leggiero. Clito. AlessandroAbbruggio, avampo e fremo. Rinaldo. RinaldoAbbruggio, avampo e fremo. Rinaldo. RinaldoAffanni del pensier, un sol momento. Teofane. OttoneAgitato il cor mi sento. Dardano. Amadigi di GaulaAh! cruda gelosia!. Arcane. TeseoAh! crudel! il pianto mio. Armida. RinaldoAh! crudel! il pianto mio. Armida. RinaldoAh! Spietato! e non ti muove. Melissa. Amadigi di GaulaAh! tu non sai, quant' il mio cor sospira. Matilda. OttoneAh, mio cor!. Alcina. AlcinaAh, non son io che parlo, è il barbaro dolore. Fulvia. EzioAh, si, morrò, e allor potrò. Admeto. AdmetoAi Greci questa spada sovra i nemici estinti. Achille. DeidamiaAl sen ti stringo e parto, ma forma. Il Rè di Scozia. AriodanteAl tardar della vendetta o la scorda. Fenice. DeidamiaAl varco, oh pastori!. Atalanta. AtalantaAll' alma fedel. Bradamante. AlcinaAll' orror d'un duolo eterno il mio amore. Matilda. OttoneAlla fama, dimmi il vero, troppe fè. Teofane. OttoneAlla sua gabbia d'oro suol ritornar talor. Rossane. AlessandroAlle sfere della gloria, alza i vanni. Sosarme. SosarmeAllegrezza! Claudio giunge. Lesbo. AgrippinaAlma mia, si, sol tu sei. Floridante. FloridanteAlza al Ciel pianta orgogliosa. Clodomiro. LotarioAlzo al volo di mia fama. Tiridate. RadamistoAma, sospira. Morgana. AlcinaAmarti si vorrei, il ciel lo sà. Agilea. TeseoAmor commanda, onore invita. Timante. FloridanteAmor è qual vento, che gira il cervello. Dorinda. OrlandoAmor è un tiranno, che ai sensi fà guerra. Ercole. AdmetoAmore contro amor combatte nel mio cor. Arsace. BereniceAndate, oh forti frà straggi. Mago. RinaldoAndate, oh forti frà straggi. Mago. RinaldoAngels, ever bright and fair. TeodoraApri le lucì, e mira gli ascosi. Dalinda. AriodanteArma lo sguardo d'un dolce dardo. Matilde. LotarioArmati, oh core, di cieco sdegno!. Trasimede. AdmetoAs When the Dove. Aci, Galatea e PolifemoAs with rosy steps the morn. TeodoraAugelletti, che cantate, zefiretti. Almirena. RinaldoAugelletti, che cantate, zefiretti. Almirena. RinaldoAure, fonti, ombre gradite. Rossane. AlessandroAvvertite mie pupille, non tradite l'onor mio. Berenice. BereniceAwake, Saturnia. SemeleBarbara: io ben lo sò. Oberto. AlcinaBarbaro! t'odio a morte, mà più. Elmira. FloridanteBarbaro, partirò. Polissena. RadamistoBasta che sol tu chieda. Claudio. AgrippinaBasta che sol tu chieda. Argante. RinaldoBasta che sol tu chieda. Argante. RinaldoBel labbro, formato per farmi beato. Adelberto. OttoneBel piacere e godere. Almirena. RinaldoBel piacere e godere. Almirena. RinaldoBel piacere e godere fido amor. Poppea. AgrippinaBella pur nel mio diletto. Poppea. AgrippinaBella, non mi negar, ch'io sol ti. Idelberto. LotarioBella, non t'adirar!. Orindo. AdmetoBen' io sento l'ingrata, spietata. Irene. AtalantaBench' io non sappia ancor. Atalanta. AtalantaBenchè mi sia crudele, benchè infedel. Teofane. OttoneBenchè tuoni e l'etra avvampi. Arcane. TeseoBramo te sola, non penso all' impero. Floridante. FloridanteBrilla nell' alma un non inteso ancor. Rossane. AlessandroCade il mondo soggiogato. Claudio. AgrippinaCangiò d'aspetto il crudo fato. Admeto. AdmetoCara sposa, amante cara, dove sei?. Rinaldo. RinaldoCara sposa, amante cara, dove sei?. Rinaldo. RinaldoCara sposa, amato bene, prendi spene. Radamisto. RadamistoCara, tu nel mio petto. Adelberto. OttoneCare selve, ombre beate. Meleagro. AtalantaCaro padre, a me non dei mammentar che padre sei. Fulvia. EzioCease to Beauty to be Suing. Polyphemus. Aci, Galatea e PolifemoCervo altier, poiche prostrò. Ottone. OttoneChe sarà quando amante accarezza. Alessandro. BereniceChe tirannia d'Amor! fuggir. Lisaura. AlessandroChe veggio? che sento?. Oronte. FloridanteChi è nato alle sventure. Trasimede. AdmetoChi m'insegna il caro padre?. Oberto. AlcinaChi possessore è del mio core. Angelica. OrlandoChi ritorna alla mia mente. Teseo. TeseoChi t'intende? o cieca instabile!. Berenice. BereniceCh'io lasci mai d'amare il caro mio tesoro. Oriana. Amadigi di GaulaChiudetevi, miei lumi. Admeto. AdmetoCieca notte, infidi sguardi, spoglie infauste. Ariodante. AriodanteCielo! Se tu il consenti. Orlando. OrlandoCol celarvi. Ruggiero. AlcinaCol peso del tuo amor. Poppea. AgrippinaCol raggio placido della speranza. Pallante. AgrippinaCol valor, colla virtù or si vada. Eustazio. RinaldoCol valor, colla virtù or si vada. Eustazio. RinaldoColl'ardor del tuo bel cor. Nerone. AgrippinaCombatti da forte. Almirena. RinaldoCombatti da forte. Almirena. RinaldoCome all' urto aggressor d'un torrente. Ulisse. DeidamiaCome alla tortorella langue al suo caro. Irene. AtalantaCome il candore d'intatta neve. Cleofide. Poro, re delle IndieCome il candore d'intatta neve. Erissena. Poro, re delle IndieCome nube che fugge dal vento. Nerone. AgrippinaCompagni nell' amore se tolerar non sai. Erissena. Poro, re delle IndieCon gli strali d'amor cangia morte talor. Aristobaldo. BereniceCon la strage de' nemici sono avvezzo a trionfar. Tiridate. RadamistoCon l'ali di costanza alza il suo volo. Ariodante. AriodanteCon saggio tuo consiglio. Nerone. AgrippinaCon vana speranza pur trovo diletto. Tigrane. RadamistoConsider, Fond Shepherd. Damon. Aci, Galatea e PolifemoConsolami se brami, ch'io viva in te, mio ben. Deidamia. DeidamiaCoperta la frode di lana servile. Polinesso. AriodanteCor ingrato ti remembri. Rinaldo. RinaldoCor ingrato ti remembri. Rinaldo. RinaldoCoronato il crin d'alloro. Ottone. AgrippinaCosì giusta è questa speme, che se l'alma. Angelica. OrlandoCredete al mio dolore. Morgana. AlcinaCuor di madre, e cuor di moglie. Erenice. SosarmeDa tanti affanni oppressa. Antigona. AdmetoDa te più tosto partir vogl'io. Trasimede. AdmetoDa un breve riposo di stato amoroso. Alessandro. AlessandroDal cupo baratro venite, oh furie. Medea. TeseoD'amor nei primi istanti facili son gli amanti. Nerea. DeidamiaDeggio dunque, oh Dio, lasciarti. Zenobia. RadamistoDegno più di tua beltà, questo cor ritornerà. Fenice. DeidamiaDeh serbate, oh giusti Dei!. Agilea. TeseoDeh! fuggi un traditore. Tigrane. RadamistoDeh! non dir, che molle amante. Ottone. OttoneDeh! v'aprite, oh luci belle. Agilea. TeseoDel minacciar del vento si ride. Emireno. OttoneDel mio sol vezzosi rai. Lurcanio. AriodanteDell' onda a i fieri moti sottratto in porto. Ottone. OttoneDesterò dall' empia Dite ogni furia a farvi guerra. Melissa. Amadigi di GaulaDì ad Irene, tiranna, infedele. Aminta. AtalantaDi far le sue vendette. Matilda. OttoneDi lusinghe, di dolcezza non fatica non asprezza. Nerea. DeidamiaDi rendermi la calma prometti, oh speme infida. Erissena. Poro, re delle IndieDi Sion nell' alta sede. Eustazio. RinaldoDi Sion nell' alta sede. Eustazio. RinaldoDi te mi rido. Ruggiero. AlcinaDi, cor mio, quanto t'amai. Alcina. AlcinaDica il falso, dica il vero. Rossane. AlessandroDice amor, quel bel vermiglio. Berenice. BereniceDiedi il core ad altra Ninfa. Aminta. AtalantaDigli, ch'io son fedele. Cleofide. Poro, re delle IndieDimmi, oh spene! quando riede. Elmira. FloridanteD'inalzar i flutti al ciel fia che cessi. Adelberto. OttoneD'instabile fortuna non sempre. Berengario. LotarioDir li potessi vedi, crudele. Teofane. OttoneDiresti poi così? O pur mossa a pietà. Matilda. OttoneDite pace, e fulminate, crudi Cieli!. Elmira. SosarmeDolce bene di quest'alma. Radamisto. RadamistoDolce riposo, ed innocente pace!. Medea. TeseoDolce vita del mio petto. Oriana. Amadigi di GaulaDopo il nembo e la procella. Timante. FloridanteDopo l'ombre d'un fiero sospetto. Rossane. FloridanteDopo l'orride procelle. Polissena. RadamistoDopo l'orrore d'un Ciel turbato più vago. Ottone. OttoneDopo notte atra e funesta splende. Alessandro. Poro, re delle IndieDopo notte, atra e funesta, splende in Ciel. Ariodante. AriodanteDove sei? dolce mia vita! senza te dovrò. Ottone. OttoneDov'è? s'affretti per me la morte. Poro. Poro, re delle IndieDover, giustizia, amor m'accendono nel cor. Polinesso. AriodanteDue bell' alme inamorate, care, fide. Deidamia. DeidamiaDue parti del core tra'l figlio e'l consorte. Erenice. SosarmeD'un barbaro scortese non rammentar l'offese. Alessandro. Poro, re delle IndieD'una torbida sorgente nasce il rio. Adelaide. LotarioE che ci posso far, se non ti posso amar. Antigona. AdmetoÈ gelosia. Bradamante. AlcinaE per monti e per piano e per selve. Antigona. AdmetoÈ prezzo leggiero d'un suddito il sangue. Gandarte. Poro, re delle IndieÈ pur bello, in nobil core. Agilea. TeseoÈ si dolce il mio contento. Amadigi. Amadigi di GaulaÈ un foco quel d'amore. Poppea. AgrippinaÈ un folle, è un vile affetto. Oronte. AlcinaÈ un incendio frà due venti. Rinaldo. RinaldoÈ un incendio frà due venti. Rinaldo. RinaldoÈ un sospir che vien dal core. Rossane. FloridanteEcco alle mie catene, ecco a morir m'invio. Ezio. EzioEmpio, perverso cor!. Zenobia. RadamistoFà quanto vuoi, li scherni tuoi. Poppea. AgrippinaFalsa imagine, m'ingannasti. Teofane. OttoneFammi combattere mostri e tifei. Orlando. OrlandoFarò così più bella la bella fede mia. Alceste. AdmetoFatemi, oh cieli, almen (Polissena). Polissena. RadamistoFerite, uccidete, oh numi del ciel!. Radamisto. RadamistoFiaccherò quel fiero orgoglio. Segeste. AriodanteFinchè lo strale non giunge. Oronte. FloridanteFinchè per te mi palpita timido. Onoria. EzioFinchè un zeffiro soave. Fulvia. EzioForte in ciampo al suo furore. Erenice. SosarmeFrà le guerre e le vittorie. Alessandro. AlessandroFrà le stragi e frà le morti. Alessandro. AlessandroFra l'ombre e gl'orrori farfalla confusa. Altomaro. SosarmeFurie terribili! Circondatemi. Armida. RinaldoFurie terribili! Circondatemi. Armida. RinaldoGelo, avvampo, considero, e sento con doppio tormento. Selene. BereniceGelosia, spietate Aletto. Alceste. AdmetoGià che morir non posso. Zenobia. RadamistoGià l'ebro mio ciglio, quel dolce liquore. Orlando. OrlandoGià lo stringo, già l'abbraccio con la forza. Orlando. OrlandoGià mi sembra al carro avvinto. Lotario. LotarioGià risonar d'intorno al campidoglio io sento. Varo. EzioGioje, venite in sen. Oriana. Amadigi di GaulaGiunt' in porto è la speranza. Gismonda. OttoneGode l'alma consolata quella calma. Teofane. OttoneGode l'alma innamorata. Rossane. FloridanteGrave è'l fasto di regnar. Berengario. LotarioGrecia tu offendi, Troja difendi. Ulisse. DeidamiaGuarda pria se in questa fronte. Ezio. EzioGuerra e pace, Egizia terra, a te porto. Fabio. BereniceHeart, Thou Seat of Soft Delight. Galatea. Aci, Galatea e PolifemoHo un certo rossore. Dorinda. OrlandoHo un non sò che nel cor. Agrippina. AgrippinaHonor and arms. SansoneHow willing my paternal love. SansoneHush Ye Pretty Warbling Choir. Galatea. Aci, Galatea e PolifemoHymen, haste! thy torch prepare. SemeleIl cor mio, ch'è già per te. Alessandro. AlessandroIl mio crudel martoro crescer non può di più. Ginevra. AriodanteIl mio valore ch'albergo in petto. Sosarme. SosarmeIl nocchier, che si figura ogni scoglio. Massimo. EzioIl primo ardor è così caro. Dalinda. AriodanteIl Tricerbero humiliatò. Rinaldo. RinaldoIl Tricerbero humiliatò. Rinaldo. RinaldoIl tuo sangue, ed il tuo zelo, per la figlia. Lurcanio. AriodanteIl vostro maggio de' bei verdi anni. Sirene. RinaldoIl vostro maggio de' bei verdi anni. Sirene. RinaldoImagini funeste. Orlando. OrlandoImpara, codardo, ch'un anima forte. Matilde. LotarioImpara, ingrata, ad esser men crudele. Nicandro. AtalantaIn mille dolci modi al sen ti stringerò. Sosarme. SosarmeIn quella, sola in quella candida mano e bella. Alessandro. BereniceIngannata una sol volta. Poppea. AgrippinaInvida sorte avara misero in questo dì. Il Rè di Scozia. AriodanteIo di Roma il Giove sono. Claudio. AgrippinaIo già sento l'alma in sen. Melissa. Amadigi di GaulaIo godo, scherzo e rido, crudel, nel tuo dolor. Melissa. Amadigi di GaulaIo son qual Fenice risorta dal foco. Antigona. AdmetoIo sperai trovar riposo. Ottone. OttoneIo ti bacio, o mano augusta. Ginevra. AriodanteIo ti bacio, oh bella imago. Antigona. AdmetoLa bella mano, che mi piagò. Alessandro. BereniceLa bocca vaga. Ruggiero. AlcinaLa cervetta nei lacci avvolta. Lisaura. AlessandroLà dove gli occhi io giro. Alceste. AdmetoLa gloria sola, che ogn' or bramai. Ercole. AdmetoLa mia costanza non si sgomenta. Fulvia. EzioLa mia sorte fortunata. Pallante. AgrippinaLa sorte mia vacilla. Antigona. AdmetoLa sorte, il ciel, amor promettono. Tigrane. RadamistoLa speranza è giunta in porto. Gismonda. OttoneLa tigre arde di sdegno. Admeto. AdmetoLa turba adulatrice da me ritiri'l piè. Haliate. SosarmeL'alma mia frà le tempeste. Agrippina. AgrippinaL'amor, che per te sento. Lisaura. AlessandroL'armi implora dal tuo figlio. Rossane. AlessandroLasci, che nel suo viso, pria che da lei diviso. Adelberto. OttoneLascia Amor, e siegui Marte. Zoroastro. OrlandoLascia ch'io parta solo. Meleagro. AtalantaLascia ch'io pianga mia cruda sorte. Almirena. RinaldoLascia ch'io pianga mia cruda sorte. Almirena. RinaldoLascia pur amica spene le tue pene. Fraarte. RadamistoLasciami. Tu sei fedele? Vattene. Achille. DeidamiaLascioti, oh bella, il volto. Timante. FloridanteLassa! ch'io t'ho perduta. Atalanta. AtalantaLe luci del mio bene sono per me due stelle. Arcane. TeseoLe profonde vie dell' onde. Emireno. OttoneLe vincende della sorte hanno sempre un novo aspetto. Demetrio. BereniceLeave me, loathsome light!. SemeleL'ingrato non amar, mà rendi a un fido cor. Tigrane. RadamistoLord, to Thee each night and day. TeodoraLove in her eyes sits playing. Aci, Galatea e PolifemoLove in Her Eyes Sits Playing. Acis. Aci, Galatea e PolifemoLove Sounds the Alarm. Acis. Aci, Galatea e PolifemoLuci care, addio, posate!. Alceste. AdmetoLusinghe più care. Rossane. AlessandroLusinghiera mia speranza. Ottone. AgrippinaMà che vuoi più da me. Elmira. FloridanteMa chi sà, se mi riama il mio bene. Deidamia. DeidamiaMà non s'aspetti, nò! è colpa. Oronte. FloridanteMà pria vedrò le stelle. Elmira. FloridanteMa quando tornerai. Alcina. AlcinaMà un dolce mio pensiero. Rossane. FloridanteM'adora l'idol mio, gode il mio core. Agilea. TeseoM'ai resa infelice, che vanto n'avrai?. Deidamia. DeidamiaM'allontano, sdegnose pupille. Meleagro. AtalantaMen fedele, e men costante. Alessandro. AlessandroMenti eterne, che reggete de' mortali. Adelaide. LotarioMi lusinga il dolce affeto. Ruggiero. AlcinaMi palpita il core nè intendo perchè. Ginevra. AriodanteMi restanò le lagrime. Alcina. AlcinaMia bella, godo che son per te. Floridante. FloridanteMio bel sol, dove t'aggiri?. Alessandro. BereniceMio bel tesoro. Ruggiero. AlcinaMio ben, ricordati, se avvien ch'io mora. Gandarte. Poro, re delle IndieMio cor, che mi sai dir?. Goffredo. RinaldoMio cor, che mi sai dir?. Goffredo. RinaldoMira virtù, che troppo và di se stessa altera. Poro. Poro, re delle IndieMirerò quel vago volto. Fraarte. RadamistoM'opporrò da generoso all' indegna. Sosarme. SosarmeMorirò, mà vendicata. Medea. TeseoMostratevi serene. Orindo. AdmetoMy father! Ah! methinks I see. ErcoleNasce al bosco in rozza cuna. Varo. EzioNasconde l'usignol' in alti rami il nido. Deidamia. DeidamiaNeghittosi or voi che fate?. Dalinda. AriodanteNel riposo e nel contento godo e sento. Lycomede. DeidamiaNel suo sangue, e nel tuo pianto. Matilda. OttoneNelle nubi intorno al Fato a' mortali. Lycomede. DeidamiaNò, che quest'alma scontenti non dà. Goffredo. RinaldoNò, che quest'alma scontenti non dà. Goffredo. RinaldoNò, che servire altrui, nò, quest'anima non sà. Berenice. BereniceNò, non piangete, pupille belle. Timante. FloridanteNò, non temere, oh bella! contenta. Emireno. OttoneNò, più soffrir non voglio. Lisaura. AlessandroNò, quella beltà non amo, che l'amor mio sprezzò. Ulisse. DeidamiaNò, soffrir non può il mio amore. Demetrio. BereniceNon a tempre per colpi si fieri. Ottone. OttoneNon disperi peregrino, se nel dubbio. Lotario. LotarioNon è da Rè quel cor. Egeo. TeseoNon fù già men forte Alcide. Orlando. OrlandoNon hò cor che per armarti. Agrippina. AgrippinaNon lasciar Oppressa della sorte. Coralbo. FloridanteNon pensi quell' altera. Berengario. LotarioNon potrà dirmi ingrata, nò, perchè restai piagata. Angelica. OrlandoNon sà temere questo mio petto. Amadigi. Amadigi di GaulaNon sarà poco, se il mio gran foco. Meleagro. AtalantaNon sarà quest'alma mia. Polissena. RadamistoNon sempre invendicata io resterò cosi. Adelaide. LotarioNon sò più che bramar. Teseo. TeseoNon ti credo, non mi fido, maggior prova al ver. Nerea. DeidamiaNon t'inganni la speranza. Clodomiro. LotarioNon vuò perdere l'istante, senza creder all' amante. Nerea. DeidamiaNotte amica dei riposi. Amadigi. Amadigi di GaulaNotte cara, deh!. Elmira. FloridanteNumi! lasciarmi vivere per darmi mille morti. Ariodante. AriodanteO rendetemi il mio bene. Amadigi. Amadigi di GaulaO ruddier than the cherry. Aci, Galatea e PolifemoO Ruddier Than the Cherry!. Polyphemus. Aci, Galatea e PolifemoO s'apre al riso. Morgana. AlcinaO scemami il diletto. Zenobia. RadamistoO sleep, why dost thou leave me?. SemeleO stringerò nel sen quel ben ch'adoro. Medea. TeseoOgni indugio d'un amante. Rinaldo. RinaldoOgni indugio d'un amante. Rinaldo. RinaldoOgni vento ch'al porto lo spinga. Agrippina. AgrippinaOh cara spene del mio diletto. Rossane. FloridanteOh care parolette, oh dolci sguardi!. Dorinda. OrlandoOh caro mio tesor, deh! presto torna a me. Oriana. Amadigi di GaulaOh dolce mia speranza. Rossane. FloridanteOh quanto è caro amar, se inaspettato. Rossane. FloridanteOh! didst thou know the pains of absent love. Galatea. Aci, Galatea e PolifemoOmbra cara di mia sposa. Radamisto. RadamistoOmbre pallide. Alcina. AlcinaOr la tromba in suon festante. Rinaldo. RinaldoOr la tromba in suon festante. Rinaldo. RinaldoOr pensate, amanti cori, che le gioje più soavi. Ulisse. DeidamiaOrgogliosetto và l'augelletto. Matilde. LotarioOrrida a gl'occhi miei. Ginevra. AriodantePadre, germano, e sposo. Elmira. SosarmePena tiranna io sento al core. Dardano. Amadigi di GaulaPeni tu per un ingrata. Onoria. EzioPensa a chi geme d'amor piagata. Melisso. AlcinaPensa a serbarmi, oh cara. Ezio. EzioPensa ad amare, che dal tuo cor amor si chiede. Gismonda. OttonePensa, spietata madre. Matilda. OttonePensieri, voi mi tormentate. Agrippina. AgrippinaPer far, mia diletta, per te la vendetta. Orlando. OrlandoPer l'Africaine arene leon se vien cacciato. Poro. Poro, re delle IndiePer salvarti, idolo mio, so ben io. Idelberto. LotarioPer si bella cagion m'è dolce la prigion. Demetrio. BerenicePer tutto il timore perigli m'addita. Valentiniano. EzioPerdere il bene amato che il fato e amor ti diè. Ulisse. DeidamiaPerfido, di a quell' empio tiranno. Radamisto. RadamistoPiù contento e più felice regno al mondo. Il Rè di Scozia. AriodantePiù non cerca libertà. Arcane. TeseoPregi son d'un alma grande. Leonato. AlessandroPresso ad occhi esperti già nei ministri. Fenice. DeidamiaProve sono di grandezza. Alessandro. AlessandroPugnerò contro del fato. Dardano. Amadigi di GaulaPupille amate, voi m'insegnate. Alessandro. AlessandroPur che regni il figlio amato. Gismonda. OttonePur ch'io ti stringa al sen. Ottone. AgrippinaPur ritorno a rimirarvi. Claudio. AgrippinaQual cervetta che cacciata più non sa. Emireno. OttoneQual nave smarrita trà sirti. Radamisto. RadamistoQual piacer a un cor pietoso. Nerone. AgrippinaQual portento. Ruggiero. AlcinaQual tigre e qual Megera t'impresse. Teseo. TeseoQuando accenderan quel petto. Deidamia. DeidamiaQuando invita la donna l'amante. Nerone. AgrippinaQuando mai spietata sorte finirà. Zenobia. RadamistoQuando spieghi i tuoi tormenti. Dorinda. OrlandoQuanto ch'a me sian care. Teseo. TeseoQuanto dolce amor saria. Lisaura. AlessandroQuanto godrà, allor che mi vedrà. Alceste. AdmetoQuanto ingannata è quella, mal consigliata bella. Nerea. DeidamiaQuanto mai felice siete, innocenti pastorelle. Onoria. EzioQuanto più forte è il valor. Lotario. LotarioQuel cor, che mi donasti. Adelaide. LotarioQuel finger affetto allor che non s'ama. Fulvia. EzioQuel superbo già si crede. Matilde. LotarioQuell' amor, ch'è nato a forza. Medea. TeseoQuell' oggetto, ch'è caro a chi adoro. Alessandro. BereniceQuesta qual sia beltà della sua libertà. Selene. BereniceQuesti ceppi, e quest' orrore. Floridante. FloridanteQuì d'amor nel suo linguaggio. Ariodante. AriodanteRammentati, cor mio, ciò che prometti. Lotario. LotarioRecagli quell' acciaro. Ezio. EzioRegno e grandezza, vassalli e trono. Berengario. LotarioRendi'l sereno al ciglio. Elmira. SosarmeRicordati, oh bella, che tu sol sei. Egeo. TeseoRiportai gloriosa palma. Atalanta. AtalantaRisolvo abbandonar la bella che mi sprezza. Alessandro. AlessandroRisplendete, amiche stelle. Clizia. TeseoRisveglia lo sdegno, rammenta l'offesa. Poro. Poro, re delle IndieRitorna, o dolce amore, conforta questo sen. Ottone. OttoneRitornava al suo bel viso. Angelica. OrlandoS'adopri il braccio armato. Fraarte. RadamistoS'armi il fato, s'armi amore!. Teseo. TeseoSarò qual vento, che nell' incendio spira. Cleone. AlessandroScherza in mar la navicella. Adelaide. LotarioScherza infida, in grembo al drudo. Ariodante. AriodanteScorta rea di cieco Amore. Eustazio. RinaldoScorta rea di cieco Amore. Eustazio. RinaldoSe amor a questo petto non fosse ignoto affetto. Alessandro. Poro, re delle IndieS'è delitto trar da' lacci un innocente. Idelberto. LotarioSe discordia ci disciolse. Haliate. SosarmeSe dolce m'era già viver, cor mio. Floridante. FloridanteSe fedel vuoi ch'io ti creda, fà che veda. Angelica. OrlandoSe fedele mi brama il regnante. Ezio. EzioSe giunge un dispetto. Poppea. AgrippinaSe il Ciel mi divide dal caro mio sposo. Cleofide. Poro, re delle IndieSe il cor mai ti dirà, ch'io mi scordi di te. Medoro. OrlandoSe il mar promette calma. Clodomiro. LotarioSe il timore il ver mi dice infelice. Deidamia. DeidamiaSe la mia vita dono è d'Augusto. Ezio. EzioSe l'arco avessi e i strali. Trasimede. AdmetoSe l'inganno sortisce felice, io detesto. Polinesso. AriodanteSe mai più saro geloso. Poro. Poro, re delle IndieSe mai turbo il tuo riposo. Cleofide. Poro, re delle IndieSe mi rivolgo al prato. Dorinda. OrlandoSe nasce un rivoletto. Atalanta. AtalantaSe non ho l'idol mio, scettro. Demetrio. BereniceSe pensi amor tu solo per vezzo e per beltà. Achille. DeidamiaSe possono tanto due luci vezzose. Poro. Poro, re delle IndieSe povero il ruscello mormora lento, e basso. Massimo. EzioSe risolvi abbandonarmi, tortorella. Rossane. FloridanteSe tanto piace al cor il volto tuo, Signor. Ariodante. AriodanteSe troppo crede al ciglio colui che và per l'onde. Cleofide. Poro, re delle IndieSe tu brami di godere, lascia pur. Melissa. Amadigi di GaulaSe tu la reggi al volo. Valentiniano. EzioS'è tuo piacer, ch'io mora. Aminta. AtalantaSe un bell'ardire può innamorarti. Varo. EzioSe viver non poss' io lungi da te, mio bene. Gandarte. Poro, re delle IndieSe vuoi pace, o volto amato. Agrippina. AgrippinaSegni di crudeltà dal fiero sposo avrai. Tigrane. RadamistoSeguir di selva in selva la fuggitiva belva. Achille. DeidamiaSemplicetto! a donna credi?. Oronte. AlcinaSempre dolci, ed amorosenon vi voglio. Berenice. BereniceSempre fido e disprezzato. Tassile. AlessandroSen vola lo sparvier. Antigona. AdmetoSento il cor che lieto gode. Altomaro. SosarmeSento la gioja, ch'in sen mi brilla. Amadigi. Amadigi di GaulaSenza nudrice alcuna, qual pargoletto in cuna. Arsace. BereniceSenza procelle ancora si perde quel nocchiero. Poro. Poro, re delle IndieSenza te sarebbe il mondo meno scaltro. Aristobaldo. BereniceSerbati a grandi imprese. Alessandro. Poro, re delle IndieSerenatevi, oh luci belle!. Egeo. TeseoS'estinto, è l'idol mio, morire io voglio ancor. Oriana. Amadigi di GaulaShepherd! What Art Thou Pursuing?. Damon. Aci, Galatea e PolifemoSi che ti renderai, quando il mio cor. Tiridate. RadamistoSi dolce lusingar, si forte incatenar. Rossane. AlessandroSi poco è forte dunque tua fede. Selene. BereniceSì, caro, sì, ti stringo al fin così. Alceste. AdmetoSì, che desio quel che tu brami maggior legami. Nerea. DeidamiaSi, coronar vogl' io col nobil serto. Elmira. FloridanteSì, m'appaga, sì, m'alletta quella vaga collinetta. Achille. DeidamiaSì, m'è caro imitar quel bel fiore. Lisaura. AlessandroSì, minaccia, e vinta. Melo. SosarmeSì, morrò; ma l'onor mio meco, oh Dio!. Ginevra. AriodanteSì, sì, mel raccorderò. Meleagro. AtalantaSi, t'amo, oh caro, quanto un di t'amai. Agilea. TeseoSì, tra i ceppi, e le ritorte. Demetrio. BereniceSi: son quella. Alcina. AlcinaSiam prossimi al porto. Eustazio. RinaldoSiam prossimi al porto. Eustazio. RinaldoSibillando, ululando atterrate la rival. Medea. TeseoSibillar gli angui d'Aletto. Argante. RinaldoSibillar gli angui d'Aletto. Argante. RinaldoSignor, lo credi a me. Meraspe. AdmetoSincero affetto dolci preghiere. Melo. SosarmeS'io cadrò per tuo consiglio. Haliate. SosarmeS'io dir potessi al mio crudele. Teofane. OttoneSò che Ciel ben spesso gode. Melo. SosarmeSò ch'è vana la speranza. Tigrane. RadamistoSò chi t'accese: basta per ora. Valentiniano. EzioSoffri in pace il tuo dolore. Irene. AtalantaSol prova contenti di gloria l'amante. Mercurio. AtalantaSolo dal brando. Goffredo. RinaldoSolo dal brando. Goffredo. RinaldoSommi Dei! che scorgete i mali miei. Polissena. RadamistoSon confusa pastorella, che nel bosco a notte oscura. Erissena. Poro, re delle IndieSon contenta di morire, crude stelle. Zenobia. RadamistoSon lievi le catene a un petto forte. Farasmane. RadamistoSorge infausta una procella, che oscurar. Zoroastro. OrlandoSorge nel petto certo diletto. Goffredo. RinaldoSorge nel petto certo diletto. Goffredo. RinaldoSospiro, è vero; ma se voui saper. Rossane. FloridanteSotto il lauro che hai sul crine. Nerone. AgrippinaSovra balze scoscesi e pungenti. Goffredo. RinaldoSovra balze scoscesi e pungenti. Goffredo. RinaldoSparite, oh pensieri, se solo volete. Admeto. AdmetoSpera allor, che in mar turbato. Antigona. AdmetoSpera si mi dice il core. Teofane. OttoneSpera si, mio caro bene. Alceste. AdmetoSpererò, poichè mel dice. Narciso. AgrippinaSpero per voi, sì, begli occhi, in questo dì. Polinesso. AriodanteSpero placare quel caro volto. Fraarte. RadamistoSpirto amato dell' idol mio. Cleofide. Poro, re delle IndieSposo ingrato, parto si. Polissena. RadamistoStà nell'Ircana pietrosa tana. Ruggiero. AlcinaStimulato dalla gloria. Orlando. OrlandoStragi, morti, sangue ed armi. Tiridate. RadamistoSù, Megera, Tisifone, Aletto!. Demetrio. BereniceSulla ruota di fortuna và girando. Eustazio. RinaldoSulla ruota di fortuna và girando. Eustazio. RinaldoSussurrate, onde vezzosa. Amadigi. Amadigi di GaulaSventurato, godi, oh core. Floridante. FloridanteTacerò, pur chè fedele. Ottone. AgrippinaTacerò; mà non potrai. Floridante. FloridanteT'amai, quant' il mio cor già seppe amarti. Amadigi. Amadigi di GaulaTanti affanni ho nel core, ch'il dolore. Ottone. OttoneT'appresta forse amore sol gioje e sol piacer. Ormonte. OttoneTempesta e calma sento nell' alma. Rossane. AlessandroTengo in pugno l'idol mio. Teseo. TeseoTergi l'ingiuste lagrime. Massimo. EzioThus when the sun. SansoneThy glorious deeds inspired my tongue. SansoneTi credo, si, ben mio. Clizia. TeseoTi pentirai, crudel! d'avermi offesa un di. Oriana. Amadigi di GaulaTi vo' giusta e non pietosa. Ottone. AgrippinaTiene Giove in mano il folgore. Altomaro. SosarmeTiranna, la sorte a l'alma mia forte. Poro. Poro, re delle IndieTiranna, mà bella, m'uccide e m'alletta. Lotario. LotarioTornami a vagheggiar. Alcina. AlcinaTorrente cresciuto per torbida piena. Alessandro. Poro, re delle IndieTortorella, che rimira presa al laccio la compagna. Selene. BereniceTotal eclipse!. SansoneTra caligini profonde. Zoroastro. OrlandoTra queste care ombre gradite. Teofane. OttoneTra speme e timore. Oronte. AlcinaTraditore, traditore! così vago di sembiante. Berenice. BereniceTrema, tiranno, ancor dice a ti il fato allor. Gismonda. OttoneTroppo sofferse già questo mio petto (Polissena). Polissena. RadamistoTroppo sofferse già questo mio petto (Zenobia). Zenobia. RadamistoTu ben degno sei dell' allor. Agrippina. AgrippinaTu mia speranza, tu mia conforto. Dardano. Amadigi di GaulaTu preparati a morire, se mentire. Ariodante. AriodanteTu puoi straziarmi, puoi tormentarmi. Adelberto. OttoneTu solcasti il mare infido agitata navicella. Meleagro. AtalantaTu vivi, e punito rimange l'eccesso. Lurcanio. AriodanteTu vuoi ch'io parta, io parto. Polissena. RadamistoTuo ben è'l trono, io non. Poppea. AgrippinaTutta raccolta. EzioUn disprezzato affetto, un misero sospetto. Ottone. OttoneUn guardo solo, pupille amate, conforto al duolo. Ulisse. DeidamiaUn lampo è la speranza, fà lume. Admeto. AdmetoUn lusinghiero dolce pensiero. Rossane. AlessandroUn momento di contento. Oronte. AlcinaVà, dal furor portata. Massimo. EzioVà, perfido! quel cor mi tradirà. Deidamia. DeidamiaV'accendano le tede i raggi delle stelle. Giunone. AgrippinaVado al campo a combatter col pianto. Erenice. SosarmeVado, corro al mio tesoro. Amadigi. Amadigi di GaulaVaga e bella ogn' or vedrai. Fraarte. RadamistoVaghe fonti, che mormorando. Ottone. AgrippinaVaghe perle, eletti fiori. Poppea. AgrippinaVaghe pupille, nò, non piangete, nò. Orlando. OrlandoVanne a colei che adori. Matilde. LotarioVanne lungi dal mio petto. Melissa. Amadigi di GaulaVanne, sorella ingrata. Radamisto. RadamistoVano amore, lusinga, diletto. Alessandro. AlessandroVedi l'ape ch'ingegnosa. Fabio. BereniceVedrai con tuo periglio. Poro. Poro, re delle IndieVedrò frà poco, se l'idol mio cangiò desio. Alceste. AdmetoVedrò più liete e belle, oh vago. Lotario. LotarioVeni, o figlio, e mi consola, che se il viver. Gismonda. OttoneVenti, turbini, prestate le vostre ali. Rinaldo. RinaldoVenti, turbini, prestate le vostre ali. Rinaldo. RinaldoVerdi allori, sempre unito. Medoro. OrlandoVerdi piante, erbette liete, vago rio. Angelica. OrlandoVerdi prati e selve amene. Ruggiero. AlcinaVezzi, lusinghe, e brio. Ginevra. AriodanteVi fida lo sposo, vi fida il regnante. Valentiniano. EzioVi sento, sì, vi sento, rimorsi. Berengario. LotarioVibra, cortese Amor, un' altro strale. Tassile. AlessandroVieni, oh cara. Claudio. AgrippinaVieni, oh cara, a consolarmi. Argante. RinaldoVieni, oh cara, a consolarmi. Argante. RinaldoVieni, torna, idol mio. Agilea. TeseoVil trofeo d'un alma imbelle. Alessandro. Poro, re delle IndieVile! se mi dai vita. Radamisto. RadamistoVinto è l'Amor da sdegno. Matilda. OttoneVivere per penare, nò, che non voglio. Elmira. FloridanteVo' far guerra, e vincer voglio. Armida. RinaldoVo' far guerra, e vincer voglio. Armida. RinaldoVoglio stragi, e voglio morte. Egeo. TeseoVoi che udite il mio lamento. Ottone. AgrippinaVola l'augello del caro nido, mà sempre fido. Elmira. SosarmeVolate, amori, di due bei cori. Ginevra. AriodanteVoli colla sua tromba. Il Rè di Scozia. AriodanteVolo pronto, e lieto il core. Narciso. AgrippinaVorrei poterti amar il cor ti vorrei dar. Medoro. OrlandoVorrei vendicarmi. Bradamante. AlcinaVorrei, nè pur saprei. Elmira. SosarmeVuol ch'io serva amor la bella. Tigrane. RadamistoWhere Shall I seek the Charming Fair?. Acis. Aci, Galatea e PolifemoWhere'er you walk. SemeleWould you gain the tender creature. Aci, Galatea e PolifemoWould You Gain the Tender Creature. Damon. Aci, Galatea e Polifemo
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Georg Friedrich Händel, (grafia tedesca; pronuncia: /hɛndəl/), o George Frideric (o Frederick) Handel (grafia inglese; pronuncia: /hændəl/) (Halle, 23 febbraio 1685 – Londra, 14 aprile 1759), è stato un compositore tedesco naturalizzato inglese, del periodo barocco, che trascorse la maggior parte della sua carriera a Londra, diventando molto conosciuto per le sue opere, oratori, anthem, concerti grossi e concerti per organo. Händel ricevette una formazione critica ad Halle, Amburgo ed Italia prima di stabilirsi a Londra nel 1712; diventò un cittadino naturalizzato britannico nel 1727. La tendenza prevalente in Italia è di scrivere il suo nome com'era all'origine, alla tedesca, sebbene il compositore (com'era usuale in quel periodo) fosse chiamato Hendel durante il suo soggiorno italiano, e si sia sempre firmato "all'inglese" da quando approdò in Inghilterra fino alla fine della sua vita. Fu fortemente influenzato sia dai grandi compositori del barocco italiano che dalla tradizione corale polifonica medio tedesca.
Nel giro di quindici anni, Händel aveva avviato tre compagnie d'opera commerciali per provvedere alla richiesta di opere italiane alla nobiltà inglese. Il musicologo Winton Dean scrive che le sue opere dimostrano che "Händel non era solo un grande compositore, era un genio drammatico di prim'ordine." Poiché Alexander's Feast (1736) aveva ottenuto una calorosa accoglienza , Händel fece una transizione verso le opere corali inglesi. Dopo il suo successo con il Messiah (1742) non ha mai più eseguito un'opera italiana. Quasi cieco e avendo vissuto in Inghilterra per quasi cinquant'anni, morì nel 1759, da uomo rispettato e ricco. Il suo funerale è stato celebrato con gli onori di stato completi e fu sepolto nell'Abbazia di Westminster a Londra.
Nato lo stesso anno di Johann Sebastian Bach e Domenico Scarlatti, Händel è considerato uno dei più grandi compositori dell'era barocca, con opere come Musica sull'acqua, Musica per i reali fuochi d'artificio e il Messiah che rimangono stabilmente popolari. Uno dei suoi quattro anthems di incoronazione, Zadok the Priest (1727), composto per l'incoronazione di Giorgio II di Gran Bretagna, è stato eseguito ad ogni successiva incoronazione britannica, tradizionalmente durante l'unzione del sovrano. Händel compose più di quaranta opere serie in oltre trent'anni e l'interesse per le sue opere è cresciuto dalla fine del 1960, con la rinascita della musica barocca ed il concetto di esecuzione musicale storicamente informata.
Händel nacque nel 1685 a Halle, Ducato di Magdeburgo, da Georg Händel e Dorothea Taust. Suo padre, che aveva 63 anni quando Georg Friedrich nacque, era un illustre barbiere-chirurgo che serviva alla corte di Sassonia-Weissenfels e presso la Marca di Brandeburgo. Secondo il primo biografo di Händel, John Mainwaring, egli "aveva scoperto una tale forte propensione per la musica, che suo padre, che lo aveva sempre visto destinato allo studio del diritto civile, aveva motivo di allarmarsi. Gli vietò rigorosamente di immischiarsi con qualsiasi strumento musicale, ma Händel trovò il modo di ottenere un piccolo clavicordo trasportato in gran segreto in una camera in cima alla casa. In questa stanza andava continuamente di nascosto quando la famiglia dormiva". Già in giovane età Händel era diventato un interprete esperto di clavicembalo e nell'organo a canne.
Fino al XVII secolo, la maggioranza dei musicisti erano tutti figli d'arte, un mestiere che si tramandava di padre in figlio. Händel invece era l'unico musicista in una famiglia della Slesia e di religione luterana: suo nonno Valentin nacque a Breslavia nel 1583, e si trasferì ad Halle nel 1609, dove praticò la professione di venditore di caldaie. Il nome della famiglia risulta scritto correttamente dal punto di vista ortografico in vari modi, cinque di cui sono attestati nei registri battesimali del Liebfrauenkirche (Chiesa di Notre-Dame) ad Halle, e sono: Händel, Hendel, Handeler, Hendeler, Hendtler- il primo dei quali è plausibilmente quello vero.
Valentin Händel morì nel 1636. I suoi primi due figli proseguirono nella sua attività commerciale. Il terzo, Georg (1622-1697), padre del futuro musicista, aveva solo quattordici anni: entrò come apprendista da un barbiere che morì sei anni dopo, senza avere figli. La sua vedova aveva 31 anni, e sposò così l'apprendista che ne aveva 21, dandogli sei figli.
Il loro matrimonio durerà 40 anni, durante i quali la competenza di Georg Händel fu ampiamente riconosciuta al punto che egli riuscì ad entrare al servizio della famiglia del duca Augusto di Sassonia-Weissenfels, amministratore di Halle, luogo che ebbe in usufrutto fino alla sua morte nel 1680. A quella data, la città ritornò sotto l'autorità effettiva dell'Elettorato di Brandeburgo, come previsto quando i trattati di Westfalia furono firmati nel 1648. Georg Händel era una personalità importante della città, borghese, benestante e di carattere austero. Si propose alla nuova autorità locale, ottenendo la nomina a medico ufficiale degli Elettori di Brandeburgo.
Rimasto vedovo nel 1682, si risposò l'anno seguente (23 aprile 1683) con Dorothea Taust (1651-1730), figlia di un pastore, di quasi trent'anni più giovane.
Dopo la morte del primo figlio a pochi giorni dalla nascita, il 23 febbraio 1685 nacque il secondo figlio, George Friedrich. Si deve quindi notare che colui che per tutta la vita si fece chiamare "sassone" in realtà è nato nell'elettorato di Margravio, e al tempo di Federico III di Brandeburgo, futuro re di Prussia. Il giorno dopo la nascita, fu battezzato nella confessione luterana alla Liebfrauenkirche. In seguito nacquero due sorelle, Dorothea Sophia (1687) e Johanna Christiana (1690).
Prima fonte per la quasi totalità dei fatti e aneddoti sull'infanzia di Händel è la prima biografia del musicista scritta da John Micelli intorno al 1760: sono tuttavia da considerare con cautela perché sono viziati da incongruenze cronologiche.
Händel e suo padre si recarono a Weißenfels per visitare o il fratellastro di Händel, Carl, o il nipote, Georg Christian, che era in servizio come valletto del duca Giovanni Adolfo I di Schwarzenberg. In questo viaggio, il piccolo Händel fu messo a sedere sullo sgabello di un organo, dove sorprese tutti con la sua esecuzione. Questa prestazione aiutò Händel e il duca a convincere il padre a permettergli di prendere lezioni di composizione musicale e la tecnica della tastiera da Friedrich Wilhelm Zachow, organista della Marktkirche Unser Lieben Frauen (Liebfrauenkirche) di Halle, nonché direttore del chorus musicus con il quale si esibiva in pubblico una volta al mese. Zachow aveva composto musica per i servizi luterani nella chiesa, e da lui Händel imparò a conoscere l'armonia e il contrappunto, copiare e analizzare gli spartiti e ottenne l'insegnamento dell'oboe, violino, clavicembalo e organo.
L'energico Zachow avviò il giovane allo studio dell'organo e del clavicembalo, così come della composizione, facendogli conoscere le differenze tra gli stili tedesco e italiano allora in auge. Un volume manoscritto risalente a quelle lezioni seguì Händel dappertutto per il resto della sua vita e gli servì anche, a sua volta, per insegnare al giovane John Christopher Smith (1712–1795). Di esso si sono però malauguratamente perse le tracce nel XIX secolo. Zachow gli insegnò la teoria della composizione musicale: armonia, contrappunto, fuga, variazione, forme musicali. L'apprendimento si basò anche sullo studio delle opere dei maestri, come i compositori principali del suo tempo, oltre a Zachow, Froberger, Kerll, Krieger e altri. Il giovane ragazzo inizia a comporre opere strumentali e vocali molto presto: la maggior parte di quelli che risalgono agli anni 1696 o 1697 sono perduti, ma alcuni sono conservati, come il Drei Deutsche Arien, insieme ad alcune sonate.
A dodici anni, fece un breve soggiorno a Berlino, che gli permise di entrare in contatto con la Corte del principe elettore Federico III di Brandeburgo. La data esatta e le circostanze restano molto vaghe. Secondo alcuni storici ciò avvenne nel 1696. Per altri, basandosi su Micelli la cui testimonianza è relativamente attendibile, potrebbe essere nel 1697 o 1698, anno indicato da Johann Mattheson. Non è chiaro dai biografi se suo padre (morto l'11 febbraio 1697) lo abbia accompagnato nel viaggio a Berlino, oppure sia rimasto ad Halle ad attendere il suo ritorno.
In realtà, sembra che nel 1702, all'età di 17 anni, Händel abbia iniziato un secondo viaggio a Berlino, la città da cui Halle era governata. Fu in questo secondo viaggio che incontrò Ariosti e Giovanni Bononcini, "esibendosi" davanti al re di Prussia. E fece una grande impressione alla principessa Sofia Carlotta di Hannover, animo raffinato e molto sensibile alla musica, al punto che Federico III gli proporrà di portarlo al suo servizio, dopo averlo mandato a perfezionarsi in Italia, offerta che Händel declinò immediatamente; Ma non è noto se è alla preghiera del padre (morto nel 1697) che domandava il ritorno di suo figlio, o per motivi propri. I fautori della prima ipotesi, come Romain Rolland26, sostengono anche che il ragazzo tornò alla sua città natale il 15 febbraio 1697 per trovare il padre che era morto da quattro giorni.
Cinque anni dopo la morte del padre, rispettando formalmente la sua volontà, si iscrisse il 10 febbraio 1702 all'Università di Halle, per seguire gli studi in legge. Tuttavia, non si registra in alcuna facoltà, e rimarrà solo uno studente di breve tempo. Pochi mesi dopo ottenne l'incarico di organista della cattedrale calvinista della stessa cittadina dedicandosi di più alla musica (organo, direzione di coro e di una banda di oboi) piuttosto che agli studi di giurisprudenza.
A quegli anni risale anche l'intima amicizia con Georg Philipp Telemann, di quattro anni più vecchio e altrettanto "refrattario all'attività del foro", che studiava allora a Lipsia e quindi solo a una quarantina di chilometri da Halle. Il rapporto tra i due musicisti durerà per cinquant'anni con incontri, viaggi, lettere e regali (tra cui piante esotiche) che i due si scambiarono fino al termine della carriera. In particolare, Telemann introdusse l'amico alle delizie del genere operistico, sconosciuto a Halle ed invece praticato nel piccolo teatro di Lipsia, con un effetto che si sarebbe rivelato definitivo.
Nel 1702, per volere del padre, Händel cominciò a studiare legge sotto Christian Thomasius presso l'Università di Halle. Ottenne un incarico per un anno come organista nella ex cattedrale, da allora una chiesa riforma evangelica. Händel sembra essere stato insoddisfatto, e nel 1703 accettò una posizione come violinista e clavicembalista nell'orchestra dell'Oper am Gänsemarkt di Amburgo. Lì incontrò i compositori Johann Mattheson, Christoph Graupner e Reinhard Keiser. Le sue prime due opere, Almira e Nero (Händel), furono prodotte nel 1705. Produsse altre due opere, Daphne e Florindo, nel 1708. Non è chiaro se Händel diresse questi spettacoli.
Il 5 dicembre 1704 scoppiò un diverbio tra i due sull'esecuzione di "Cleopatra" di Mattheson. Questi interpretò la parte di Antonio mentre Händel spettò suonare il cembalo. Essendo Mattheson avvezzo a mettersi lui al cembalo, dopo la morte di Antonio, che nel dramma giunge presto, Händel si rifiutò di soddisfare la sua volontà cedendogli il posto. Questo episodio causò un tale dissidio che le loro argomentazioni degenerarono in lotta: i due giovani si rotolano sulla scena, tra gli applausi del pubblico e dei cantanti. All'uscita dal teatro, Mattheson schiaffeggiò Händel, e all'incitamento della folla, i due tirarono fuori le proprie spade e si misero a duellare sulla Piazza del Mercato antistante il teatro dell'Opera. Fortunatamente la spada di Mattheson che puntava al cuore, si spezzò contro un bottone metallico della giubba di Händel ponendo fine al combattimento; ed essi si riconciliarono di lì a poco. Lo stesso Mattheson pubblicherà, molto prima della morte di Händel, circa gli screzi intercorsi fra loro durante la sua permanenza ad Amburgo.
A seguito della rapida riappacificazione, Mattheson ci riferisce che il 30 dello stesso mese egli accompagnò il giovane compositore alla prova della sua prima opera "ALMIRA" in teatro, che vi eseguì la parte principale. Quest'opera, benché provata alla fine del 1704, non fu eseguita in pubblico che all'inizio del 1705, riscuotendo grandi consensi. Mattheson continò ad essere amico di Handel, recandosi spesso a Londra, in qualità di ambasciatore.
"È giunto nella nostra Città un Sassone, eccellente suonatore di cembalo e compositore, il quale oggi ha fatto gran pompa di sé suonando l'organo nella Chiesa di San Giovanni, con stupore di tutti i presenti" (Francesco Valesio, Diario di Roma, 14 gennaio 1707).
Non si conoscono le condizioni e il percorso del viaggio che lo porta in Italia (Mattheson indica che avrebbe accompagnato un certo von Binitz). Per quanto riguarda il soggiorno italiano stesso che dovette durare tre anni e fu decisivo per l'evoluzione del suo stile e della sua carriera, le informazioni disponibili sono vaghe e incomplete, e si prestano a molte interpretazioni o presupposti contradittori.
Secondo John Mainwaring, nel 1706 Händel fece un viaggio in Italia su invito del granprincipe Ferdinando de' Medici. Altre fonti dicono che Händel era stato invitato da Gian Gastone de' Medici, che Händel aveva incontrato nel 1703-1704 ad Amburgo. Ferdinando de' Medici, che aveva un grande interesse per l'opera, stava cercando di fare diventare Firenze la capitale musicale d'Italia, attirando i talenti di spicco del suo tempo. Qui, Händel incontrò Alessandro Scarlatti, all'epoca a servizio di Ferdinando, e Giacomo Antonio Perti: probabilmente presenziò alle opere di questi due compositori rappresentati al teatro privato di Pratolino, come Il gran Tamerlano dello Scarlatti, o Dionisio re di Portogallo del Perti.
Sembra che ognuno degli anni successivi abbia fatto altri soggiorni abbastanza prolungati a Firenze. Händel visse dal 1706 al 1710 in Italia, dove raffinò la sua tecnica compositiva, adattandola a testi classici italiani; rappresentò opere nei teatri di Firenze, Roma, Napoli e Venezia e conobbe ed ebbe relazioni con musicisti coevi come Scarlatti, Corelli, Marcello. Nell'estate del 1708, fu ospite a Piedimonte Matese, presso il Palazzo Ducale, della nobildonna mecenate Aurora Sanseverino. A Roma fu al servizio del cardinale Pietro Ottoboni, mecenate anche di Corelli e Juvarra. Nel Palazzo di quest'ultimo, come nel prestigioso ambiente degli studiosi dell'Accademia dell'Arcadia, frequenta molti artisti e musicisti: Antonio Caldara, Domenico Scarlatti e Bernardo Pasquini, probabilmente Agostino Steffani. Il suo talento è ovunque apprezzato.
Dopo Firenze, per due anni fu ospite a Vignanello del marchese, poi principe Francesco Maria Ruspoli, presso il quale svolse, in condizioni di flessibilità, mansioni proprie di un maestro di cappella. Sebbene di religione luterana, Händel non tardò a costruire le sue entrature con Ruspoli che era notoriamente uno degli uomini più influenti della città papale, e almeno con altri tre cardinali: Carlo Colonna, Benedetto Pamphilj e Pietro Ottoboni.
In Italia Händel incontrò il librettista Antonio Salvi, con il quale in seguito collaborò. Händel partì per Roma e, dal momento che l'opera era stata (temporaneamente) vietata nello Stato Pontificio, compose musica sacra per il clero romano. Il suo famoso Dixit Dominus (1707) è di questo periodo. Compose anche cantate in stile pastorale per gli incontri musicali nei palazzi dei cardinali Pietro Ottoboni, Benedetto Pamphilj e Carlo Colonna. Due oratori, La Resurrezione e Il trionfo del tempo e del disinganno, furono prodotti in un adattamento privato per Ruspoli ed Ottoboni rispettivamente nel 1709 e nel 1710. Rodrigo, la sua prima opera tutta italiana, fu prodotta nel Teatro del Cocomero di Firenze nel 1707.
Celebre l'aneddoto che vede Corelli, maestro di concerto del Cardinale Ottoboni, dirigere il primo importante lavoro italiano di Händel Il Trionfo del Tempo e del Disinganno, con il tedesco che si siede al basso continuo durante le prove dando segni di insofferenza per il modo con cui Corelli stava affrontando l'ouverture iniziale, e con l'italiano che risponde candidamente: "Ma, caro Sassone, questa vostra musica è nel stylo Francese, di ch'io non mi intendo", ottenendo infine che l'ouverture stessa venisse sostituita da una sinfonia nello stile italiano. Può darsi che l'episodio narrato da Maiwaring non sia una leggenda, nel qual caso c'è da pensare che Händel si fosse in un certo senso lasciato prendere la mano dal sontuoso organico orchestrale che era stato messo a sua disposizione.
Invero gli anni italiani furono un periodo prezioso di formazione nella scrittura vocale e per gli archi, come si nota nella produzione successiva, dalla musica strumentale da camera a quella vocale sacra (oratori) e profana (melodramma). Tra i maggiori lavori del periodo, l'oratorio La Risurrezione del febbraio 1708 diretta da Arcangelo Corelli con la Durastanti nella residenza di Ruspoli a Palazzo Valentini; l'opera è celebre non solo per la sua bellezza, ma anche perché questa esecuzione è tra i pochi esempi di occasione musicale di cui siano rimaste informazioni tecniche sull'organizzazione, le spese, le scene, i cantanti e gli strumentisti, le cui dimensioni ricordano più un lavoro mahleriano rispetto ad uno cameristico. Fra i componimenti religiosi: Dixit Dominus (Aprile 1707), Laudate Pueri Dominum, e Nisi Dominus (Giugno 1707), La resurrezione che è interpretato nel Palazzo del mecenate sotto la direzione di Corelli e con la partecipazione del Durastanti. Il successo è clamoroso.
Per i suoi mecenati o i collaboratori dell'Accademia dell' Arcadia, compose un numero considerevole di cantate secolari (150 nelle parole di Micelli, di cui ne sono a noi pervenute quasi 120) così come sonate e altri musiche. Con ragionevole certezza, soggiornò a Venezia varie volte: lì avrebbe incontrato Domenico Scarlatti, così come le principali personalità che animavano la intensa vita culturale della città, fra i quali: Antonio Lotti, Francesco Gasparini, Tomaso Albinoni, forse Antonio Vivaldi e diverse figure influenti come il principe Ernesto Augusto di Hannover e il barone von Kielmansegg, che svolgerà un ruolo importante per il futuro della sua carriera.
Impeccabile nel susseguirsi delle varie fasi del racconto biblico, il controllo drammaturgico dell'oratorio da parte del compositore, che metterà da parte ogni formalismo per configurare e privilegiare il tratteggio di emozioni e di reazioni umane nel gioco musicale. La prima opera italiana di Händel andò in scena con successo, nel 1707 a Firenze: era Rodrigo.
Nel luglio 1708 a Napoli viene rappresentata la prima assoluta della serenata Aci, Galatea e Polifemo, commissionata dalla duchessa Aurora Sanseverino, tra i più importanti mecenati del regno.
Agrippina, la prima opera a giungere nella sua integrità ai nostri giorni, fu data per la prima volta nel 1709 al Teatro San Giovanni Grisostomo, di proprietà dei Grimani. L'opera, su libretto del cardinale Vincenzo Grimani, fu data per 27 notti in successione.
«Il pubblico, folgorato per la grandezza del suo stile sublime applaudì il caro Sassone»
"Il caro Sassone" si riferiva alle origini tedesche di Händel. Questo appellativo venne in seguito talvolta condiviso con Händel da un altro grande compositore tedesco, Johann Adolf Hasse, che fece dell'Italia la sua patria d'elezione.
A Londra, sotto tre sovrani, Händel conoscerà la vera gloria (addirittura, un mecenate gli farà erigere — lui vivente — un monumento nei Giardini di Vauxhall), divenendo di fatto il musicista della famiglia reale inglese; ma vivrà anche scandali e rivalità dovuti soprattutto a motivi politici: il re Giorgio I, tedesco, non era ben visto dal partito conservatore inglese, che non potendolo attaccare direttamente, prese come bersaglio "il Caro Sassone" e la sua musica, a loro dire non "in linea" con la moda italiana allora in voga a Londra: ingaggiarono addirittura vari compositori italiani (tra cui Giovanni Bononcini e Nicola Porpora) costituendo l'Opera della Nobiltà per contrastare il tedesco, che seppe comunque mantenere alto il proprio prestigio grazie a composizioni memorabili.
Una volta decaduta la moda italiana, Händel, con il sostegno della famiglia reale, seppe "riciclarsi" percorrendo la "strada" degli oratori, ancor oggi considerati tra i vertici della sua arte (basti ricordarsi del Messiah e del suo celeberrimo "Hallelujah"). La frenetica attività musicale del compositore sassone iniziò peraltro, a partire dalla seconda metà degli anni trenta, a trovare limitazioni nelle sue condizioni di salute. Nel 1736 l'esaurimento fisico accumulato nella stagione concertistica lo costrinse ad un periodo di riposo e cure termali in Inghilterra.
Nel 1710, Händel divenne Kapellmeister del principe tedesco George, l'Elettore di Hannover, che nel 1714 sarebbe diventato re Giorgio I di Gran Bretagna e Irlanda. Egli visitò Anna Maria Luisa de' Medici e suo marito a Düsseldorf durante la strada verso Londra nel 1710. Con la sua opera Rinaldo, basata su La Gerusalemme liberata del poeta italiano Torquato Tasso, Händel toccò un enorme successo, anche se era stato composto in modo rapido, con molti prestiti di brani musicali provenienti dalle sue opere italiane più vecchie. Questo lavoro contiene una delle arie preferite di Händel, Cara sposa, amante cara, e il famoso Lascia ch'io pianga.
Nel 1712 Händel decise di stabilirsi definitivamente in Inghilterra e l'anno dopo egli visse presso Mr Mathew Andrews nel Barn Elms Surrey. Nel novembre 1712 avviene la prima di Il pastor fido e nel gennaio 1713 Teseo con il libretto di Nicola Francesco Haym. Nel febbraio successivo avviene la prima delle cantate Utrecht Jubilate ed Eternal Source of Light Divine. Ode for Queen Anne's Birthday su un testo di Ambrose Philips nel St. James's Palace in occasione del compleanno della regina Anna Stuart che gli concesse una pensione annua a vita. Nel giugno 1713 mette in scena Silla al Burlington House e in luglio le cantate Utrecht Te Deum e Utrecht Jubilate nella Cattedrale di San Paolo (Londra). Nel settembre 1714 avviene la prima dell'antifona Caroline Te Deum per la regina Carolina di Brandeburgo-Ansbach, nel maggio 1715 l'opera Amadigi di Gaula, nel maggio 1718 il Concerto grosso op. 3 nel Teatro Drury Lane e nell'estate la prima assoluta di Acis and Galatea al Cannons Park di London Borough of Harrow. Nel novembre 1718 la sua Agrippina ha la prima in Amburgo Egli ricevette un reddito annuo di £ 200 dalla Regina Anna, dopo aver composto per lei l'Utrecht Te Deum e il Jubilate, prima esecuzione nel 1713.
Uno dei suoi più importanti mecenati fu il III Conte di Burlington e IV Conte di Cork, un membro giovane e incredibilmente ricco di una famiglia aristocratica anglo-irlandese. Per il giovane Lord Burlington, Händel scrisse Amadigi di Gaula, un'opera magica, di una damigella in pericolo, basata sulla tragedia di Antoine Houdar de La Motte.
Il concetto di un'opera lirica come un'unica struttura coerente tardò a catturare l'immaginazione di Händel ed egli non compose alcuna opera per cinque anni. Nel luglio del 1717 la Musica sull'acqua di Händel fu eseguita per più di tre volte sul Tamigi per il Re ed i suoi ospiti. Si dice le composizioni abbiano facilitato la riconciliazione tra il re e Händel.
Nel 1717 Händel divenne compositore di casa a Cannons nel Middlesex, dove egli pose la prima pietra per le sue future composizioni corali con i dodici Inni Chandos. Romain Rolland dichiarò che questi inni sono stati altrettanto importanti per i suoi oratori come le cantate lo furono per le sue opere. Un altro lavoro, che scrisse per il I duca di Chandos, il proprietario di Cannons, fu Aci e Galatea: durante la vita di Händel è stata la sua opera più eseguita. Winton Dean ha scritto, "la musica ti toglie il fiato e annebbia la memoria".
Nel 1719 il Duca di Chandos divenne uno dei sostenitori più importanti del compositore e uno dei principali abbonati alla sua nuova società d'opera, la Royal Academy of Music, ma il suo patrocinio diminuì dopo che Chandos ebbe perso del denaro nella bolla finanziaria del South Sea, che scoppiò nel 1720 in uno dei più grandi cataclismi finanziari della storia. Händel stesso aveva investito nel South Sea nel 1716, quando i prezzi erano bassi e vendette prima del 1720.
Nel maggio 1719, il I duca di Newcastle, il Lord Ciambellano, ordinò a Händel di cercare nuovi cantanti. Händel viaggiò fino a Dresda per assistere all'opera di recente costruzione. Vide Teofane di Antonio Lotti e ingaggiò membri del cast per la Royal Academy of Music, fondata da un gruppo di aristocratici per assicurarsi una continua fornitura di opere barocche o di opere serie. Händel potrebbe aver invitato John Smith, suo compagno di studi a Halle e suo figlio Johann Christoph Schmidt, a diventare suoi segretari e amanuensi. Nel 1723 si era trasferito in una casa in stile georgiano al 25 di Brook Street, che affittò per il resto della sua vita. Questa casa, dove fece le prove, copiò la musica e vendette i biglietti, è oggi sede del Museo Händel House. Durante i dodici mesi tra il 1724 e il 1725, Händel scrisse tre opere eccezionali e di successo, Giulio Cesare, Tamerlano e Rodelinda. Le opere di Händel sono piene di arie con da capo, come ad esempio Svegliatevi nel core. Dopo aver composto Silete venti, si concentrò sulla lirica e smise di scrivere cantate.Scipione, da cui deriva la lenta marcia reggimentale dei Granatieri Inglesi, fu eseguita come un ripiego, in attesa dell'arrivo di Faustina Bordoni.
Nel 1727 Händel fu incaricato di scrivere quattro inni per la cerimonia di incoronazione di re Giorgio II. Uno di questi, Zadok il Prete, da allora è stato suonato ad ogni cerimonia di incoronazione britannica. Nel 1728 L'opera del mendicante di John Gay debuttò al Lincoln Inn Fields Theatre e fu replicata per 62 spettacoli consecutivi, la più lunga serie nella storia del teatro fino a quel momento. Dopo nove anni la Royal Academy of Music cessò di funzionare, ma Händel presto diede il via ad una nuova compagnia.
Il Teatro della Regina a Haymarket (ora Her Majesty's Theatre), fondato nel 1705 dall'architetto e drammaturgo John Vanbrugh, divenne presto un teatro dell'opera. Tra il 1711 e il 1739, più di 25 opere di Händel debuttarono lì. Nel 1729 Händel diventò direttore congiunto del teatro insieme a John James Heidegger.
Fra il 1720 e il 1728, scriverà per il King's Theatre (come si era ridenominato il Queen's Theatre dopo l'ascesa al trono di Giorgio I) quattordici opere. Nell'aprile 1720 dirige a Londra la prima assoluta di Numitore di Giovanni Porta con la Durastanti che dopo qualche giorno sarà la protagonista nel successo della prima assoluta del suo Radamisto, in agosto dirige la prima privata nel Middlesex di Esther con il libretto di Alexander Pope e John Arbuthnot ed in dicembre la seconda versione di Radamisto con il contraltista Francesco Bernardi (Senesino) come protagonista invece del contralto en travesti ed il basso Giuseppe Maria Boschi al posto del tenore. Nel luglio 1721 avviene la prima della cantata Crudel tiranno amor ed in dicembre l'opera Il Floridante con il libretto di Paolo Rolli. Nel gennaio 1723 avviene la prima di Ottone, re di Germania con il libretto di Haym con Francesca Cuzzoni-Sandoni e Gaetano Berenstadt, in febbraio è nominato compositore della Chiesa di San Pietro ad Vincula (Cappella Reale) di Londra, in aprile avviene la prima di Der thrazische Prinz Floridantes (Il Floridante) in Amburgo ed in maggio la prima di Flavio a Londra. Nel gennaio 1724 avviene la prima di Te Deum nella Cappella Reale, in febbraio Giulio Cesare) ed in ottobre di Tamerlano. Nel febbraio 1725 Händel mette in scena Rodelinda, nel maggio 1726 Alessandro ed in novembre Der hochmütige Alexander (Alessandro) nella seconda versione in Amburgo. Nel gennaio 1727 avviene la prima di Admeto, in ottobre di Coronation anthems nell'abbazia di Westminster per l'incoronazione di Giorgio II di Gran Bretagna ed in novembre l'opera Riccardo Primo, Re d'Inghilterra ed a Bristol Esther e Utrecht Te Deum ed Utrecht Jubilate nella Cattedrale di Bristol e Musica sull'acqua. Nel febbraio 1728 mette in scena Siroe ed in aprile Tolomeo. Nell'agosto successivo a Braunschweig va in scena Alessandro.
Nel dicembre 1729 avviene la prima di Lotario con Anna Maria Strada, Antonio Maria Bernacchi ed Annibale Pio Fabri, nel febbraio 1730 di Partenope, in agosto tiene un concerto organistico nell'Abbazia di Westminster, nel febbraio 1731 la première di Poro, re delle Indie ed in marzo la prima pubblica di Acis and Galatea al Lincoln's Inn Fields Theatre, nel gennaio 1732 l'insuccesso di Ezio, in febbraio il successo di Sosarme, re di Media, in aprile Esther al King's Theatre, in giugno la seconda versione di Acis and Galatea al King's Theatre e nel gennaio 1733 Orlando.
Nel luglio 1733 mise in scena Athalia all'Università di Oxford ed Acis and Galatea nel Christ Church (Oxford), nel gennaio 1734 Arianna in Creta con il libretto di Pietro Pariati con Giovanni Carestini al King's Theatre ed in novembre con Marie Sallé al Royal Opera House, Covent Garden dove avvengono le prime assolute in dicembre di Oreste, nel gennaio 1735 di Ariodante ed in aprile Athalia e la première di Alcina, nel febbraio 1736 di Alexander's Feast, in aprile l'antifona Sing unto God, ye kingdoms of the earth con Carlo Broschi (Farinelli), la Cuzzoni e Bernardi per le nozze di Federico, principe del Galles con Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg nella Cappella Reale in St. James's Palace ed in maggio Atalanta con Gioacchino Conti.
Händel viaggiò in Italia per assumere nuovi cantanti e compose anche altre sette opere, tra cui il capolavoro comico Partenope e l'opera "magica" Orlando. Dopo il successo commerciale degli oratori inglesi Esther e Deborah, fu in grado di investire nuovamente nella South Sea Company. Händel rielaborò il suo Aci e Galatea, che poi divenne il suo più grande successo di sempre. Händel non riuscì a competere con l'Opera della Nobiltà, che aveva ingaggiato musicisti come Johann Adolf Hasse, Nicola Porpora e il famoso castrato Farinelli. Il forte sostegno di Federico, principe del Galles provocò conflitti nella famiglia reale. Nel marzo 1734 Händel compose un inno matrimoniale This is the day which the Lord hath made e una serenata Parnasso in festa per Anna di Hannover.
Nonostante i problemi che l'Opera della Nobiltà gli stava causando in quel momento, la vicina di casa in Brook Street, Mary Delany, riferì di un party al quale aveva invitato Händel a casa sua il 12 aprile 1734 in cui lui era di buon umore:
«Ho avuto Lady Rich e sua figlia, Lady Cath. Hanmer e suo marito, il signor e la signora Percival, Sir John Stanley e mio fratello, la signora Donellan, la Strada [soprano star delle opere di Händel] e il signor Coot. Lord Shaftesbury pregato da Mr. Percival di venire ed essendo un amico dichiarato di Mr. Händel (che era qui anche lui) è stato ammesso; non mi sono mai divertita tanto ad un'opera! Mr. Händel era nel miglior umorismo del mondo e ha suonato gli studi e accompagnato la Strada e tutte le signore che cantavano, dalle sette fino alle undici. Ho dato loro il tè e il caffè, e circa mezz'ora dopo le nove avevano portato un vassoio di cioccolato, vino bianco caldo e biscotti. Ognuno era sereno e sembrava contento.»
Nel 1733 il conte di Essex ricevette una lettera con la seguente frase: "Händel è diventato un principe così arbitrario, che la Città mormora". Il consiglio dei principali investitori prevedeva che Händel andasse in pensione quando il suo contratto fosse concluso, ma Händel si mise immediatamente a cercare un altro teatro. In collaborazione con John Rich diede il via alla sua terza compagnia al Covent Garden Theatre. Rich era rinomato per le sue produzioni spettacolari. Egli suggerì ad Händel di usare il suo piccolo coro e introdurre la danza di Marie Sallé, per la quale Händel compose Tersicore. Nel 1735 introdusse i concerti per organo tra i vari atti. Per la prima volta Händel permise a Gioacchino Conti, che non aveva avuto il tempo di imparare la sua parte, di sostituire le arie. Finanziariamente Ariodante fu un fallimento, anche se portò per la prima volta sulla scena una suite di balletto alla fine di ogni atto.Alcina, la sua ultima opera con contenuti magici e Alessandro in festa o il Potere della Musica, basato sull'Alexander's Feast di John Dryden videro come protagonisti Anna Maria Strada del Pò e John Beard.
Nel mese di aprile 1737 a 52 anni, Händel a quanto pare fu colpito da un ictus che gli disabilitò l'uso di quattro dita della mano destra, impedendogli di suonare. In estate il disturbo sembrava a volte menomare anche la sua intelligenza. Nessuno si aspettava che Händel sarebbe mai in grado di esibirsi di nuovo. Ma sia che l'afflizione fossero reumatismi, un ictus o un esaurimento nervoso si riprese incredibilmente in fretta. Per aiutare il suo recupero, Händel si era recato ad Aquisgrana, un centro termale in Germania. Nel corso di sei settimane prese bagni caldi a lungo, e finì per suonare l'organo per un pubblico sorpreso. Entro l'anno successivo all'ictus, fu anche possibile per lui comporre una delle sue opere più popolari, il Serse, tra le cui arie figura la celebre Ombra mai fu, meglio conosciuta come "Largo di Händel", scritta per il famoso castrato Caffarelli. Deidamia, la sua ultima opera, fu eseguita nel 1741 e godé soltanto di tre repliche. Dopodiché Händel rinunciò all'attività di operista e si dedicò invece agli oratorî inglesi nei quali riscuoteva maggiore successo, anche sul piano economico.
Ulteriori accidenti cerebrali seguirono nel 1742, 1743 e 1745, senza però compromettere in modo sostanziale le capacità fisiche del compositore, di cui non si ha notizia di ulteriori problematiche di ordine neurologico fino al suo ultimo anno di vita.
Il trionfo del tempo e del disinganno, un'allegoria, il primo oratorio di Händel, fu composta in Italia nel 1707, seguito da La Resurrezione nel 1708, che utilizza materiale tratto dalla Bibbia. Le circostanze in cui fu composta Esther e la sua prima esecuzione, forse nel 1718, sono oscure. Altri 12 anni erano passati, quando un atto di pirateria lo costrinse a rivedere completamente Esther. I tre primi spettacoli avevano suscitato un tale interesse che naturalmente a qualcuno venne l'idea di mostrarla ad un pubblico più vasto. Poi venne Deborah, fortemente caratterizzata dagli Inni per l'Incoronazione e Athaliah, il suo primo Oratorio in lingua inglese. In questi tre oratori Händel gettò le basi per l'uso tradizionale del coro, che segna gli oratori successivi. Händel è diventato sicuro di sé, più ampio nella sua presentazione, e più diversificato nella composizione.
È evidente quanto ha imparato da Arcangelo Corelli sulla scrittura per gli strumenti e da Alessandro Scarlatti per la voce solista; ma non esiste un unico compositore che gli insegnò come scrivere per il coro. Händel tendeva sempre più a sostituire solisti italiani con quelli inglesi. Il motivo più importante di questo cambiamento era la diminuzione dei ritorni finanziari dalle sue opere. Così creò una tradizione per gli oratori, di controllare le loro performance future. Le esecuzioni venivano fatte senza costumi e azione; i cantanti apparivano nei loro abiti personali.
Nel 1736 Händel presentò Alexander's Feast. John Beard apparve per la prima volta come uno dei più importanti cantanti di Händel e divenne il tenore solista permanente di Händel per il resto della vita di Händel. Il pezzo fu un grande successo e incoraggiò Händel ad effettuare il passaggio dalla scrittura di opere italiane a lavori corali inglesi. In Saul, Händel collaborò con Charles Jennens sperimentando tre tromboni, un carillon e timpani militari veramente molto grandi (dalla Torre di Londra), per essere sicuri "…che sarebbe stato enormemente rumoroso". Sia Saul che Israele in Egitto dal 1739 sono in testa all'elenco dei grandi oratori maturi, in cui le arie soliste "da capo" erano diventate l'eccezione e non la regola.Israele in Egitto si compone di poco altro che cori, presi in prestito dall'Inno Funebre per la regina Carolina. Nei suoi successivi lavori Händel cambiò il suo stile. In queste opere pose maggiormente l'accento sugli effetti dell'orchestra ed i solisti; il coro fu portato in secondo piano. L'Allegro, il Penseroso ed il Moderato ha un carattere molto divertente; il lavoro è leggero e fresco.
Durante l'estate del 1741, il III duca di Devonshire invitò Händel a Dublino, capitale del Regno d'Irlanda, per dare concerti a beneficio degli ospedali locali. Il suo Messiah fu eseguito per la prima volta presso la New Music Hall in Fishamble Street il 13 aprile 1742, con 26 ragazzi e cinque uomini provenienti dai cori combinati delle cattedrali partecipanti di San Patrizio e Christ Church. Händel assicurò un equilibrio tra solisti e coro, che non superò mai.
Nel 1747 Händel scrisse il suo oratorio Alexander Balus. Questo lavoro è stato prodotto al Covent Garden Theatre, il 23 marzo 1748, e per l'aria "Hark! hark! He strikes the golden lyre", Händel scrisse l'accompagnamento per mandolino, arpa, violino, viola e violoncello.
L'uso di solisti inglesi ha raggiunto la sua altezza al primo spettacolo di Sansone. Il lavoro è altamente teatrale. Il ruolo del coro è diventato sempre più importante nei suoi oratori successivi. Jephtha debuttò il 26 febbraio 1752; anche se fu il suo ultimo oratorio, non è stato un capolavoro meno importante delle sue opere precedenti.
Nel 1749 Händel compose Musica per i reali fuochi d'artificio; 12.000 persone parteciparono alla prima esecuzione. Nel 1750 organizzò un'esecuzione del Messia a beneficio dello Spedale degli Innocenti. Lo spettacolo fu considerato un grande successo e fu seguito da concerti annuali che continuarono per tutta la sua vita. In riconoscimento del suo mecenatismo, Händel fu nominato governatore dell'ospedale il giorno dopo il suo concerto iniziale. Dopo la sua morte lasciò una copia del Messia all'istituzione. Il suo coinvolgimento con l'Ospedale degli Innocenti è oggi ricordato con una mostra permanente nel Foundling Museum di Londra, che controlla anche la Gerald Coke Händel Collection. Oltre al Ospedale degli Innocenti, Händel ha anche aiutato un ente di beneficenza che assisteva i musicisti poveri e le loro famiglie.
Nel mese di agosto 1750, in un viaggio di ritorno dalla Germania a Londra, Händel rimase gravemente ferito in un incidente di carrozza tra L'Aia e Haarlem in Olanda. La sua salute iniziò a peggiorare a partire dal 1751, per problemi alla vista: nel febbraio fu costretto a sospendere la composizione dell'oratorio Jephtha annotando sulla partitura di essere incapace di proseguire a causa dell'«indebolimento» della vista all'occhio sinistro (probabilmente dovuto a cataratta). Nella primavera si fece visitare da un chirurgo di nome Samuel Sharp (1709-1778) il quale gli diagnosticò un'«incipiente gutta serena», cioè a dire, in termini di medicina moderna, un principio di cecità di origine ignota.
Händel riuscì comunque a riprendere l'attività e a completare il Jephtha, ma, con la vista ormai quasi completamente perduta all'occhio sinistro e gravemente declinante a quello destro, dovette rivolgersi a William Bromfield (1713-1792), rinomato medico, allora chirurgo della principessa vedova di Galles. Questi lo sottopose, nel novembre del 1752, ad un intervento di abbassamento della cataratta che, al di là di un momentaneo miglioramento, lo lasciò in pratica completamente cieco. E a nulla valse nel 1758 un secondo intervento da parte del sedicente "ophthaliater" John Taylor, il quale era già intervenuto otto anni prima sugli occhi di Johann Sebastian Bach, concorrendo secondo alcuni a causarne la morte per batteriemia.
Händel morì, probabilmente a seguito di ictus cerebrale, il 14 aprile 1759 nella sua casa di Brook Street. L'ultimo spettacolo cui aveva preso parte, era stato il Messia. Fu sepolto nell'Abbazia di Westminster, tra i grandi d'Inghilterra: una raffigurazione marmorea del compositore recante lo spartito del Messiah è stata eretta sulla sua tomba, nel Poets' Corner. Più di tremila persone in lutto parteciparono al suo funerale, che fu celebrato con tutti gli onori di Stato.
Händel non si sposò mai, e mantenne riservata la sua vita personale. Il suo testamento iniziale lasciò in eredità la maggior parte del suo patrimonio alla nipote Johanna, tuttavia quattro successivi codicilli distribuirono una grande quantità di beni ad altri soggetti (servi o amici) e in beneficenza.
Händel possedeva una collezione d'arte che fu messa all'asta postuma nel 1760. Il catalogo dell'asta elencava circa settanta dipinti e dieci stampe (altri dipinti sono stati lasciati in eredità).
Le composizioni di Händel comprendono 42 opere, 25 oratori, più di 120 cantate, trii e duetti, numerose arie, musica da camera, un gran numero di pezzi ecumenici, odi e serenate, 18 concerti grossi e 12 concerti per organo. La sua opera più famosa, l'oratorio Messiah con il suo coro "Hallelujah", è tra le opere più popolari della musica corale ed è diventato il fulcro della stagione natalizia. Il Palazzo Lobkowicz a Praga detiene la copia di Mozart del Messia, completo di annotazioni scritte a mano. Tra le opere con i numeri d'opus pubblicato e reso popolare nel corso della sua vita sono i concerti per organo op. 4 e op. 7, insieme ai concerti grossi op. 3 e op. 6; quest'ultimo incorpora un concerto per organo in precedenza Il cucù e l'usignolo in cui il canto degli uccelli è imitato dai registri superiori dell'organo. Inoltre notevoli sono le sue 16 suite per clavicembalo, in particolare Il fabbro armonioso.
Händel introdusse strumenti musicali non comuni in precedenza nelle sue opere: la viola d'amore e la violetta marina (Orlando), il liuto (Ode per il giorno di santa Cecilia), tre tromboni (Saul), clarinetti o piccole trombe acute (Tamerlano), tiorba, corno (Water Music), lyrichord, controfagotto, viola da gamba, carillon (carillon campana), organo positivo, e arpa (Giulio Cesare, Festa di Alessandro).
Il primo catalogo pubblico di opere di Händel apparve in Memorie del compositore (1760) di John Mainwaring. Tra il 1787 e il 1797 Samuel Arnold compilò una raccolta di 180 volumi di opere di Händel, tuttavia era ben lungi dall'essere completa. Anche se incompleta fu la collezione prodotta tra il 1843 e il 1858 dalla English Händel Society (trovata da Sir George Macfarren).
L'edizione di 105 volumi della Händel-Gesellschaft ("Händel Society") fu pubblicata tra il 1858 e il 1902 dovuta principalmente agli sforzi di Friedrich Chrysander. Per le esecuzioni moderne, la realizzazione del basso continuo riflette la pratica del XIX secolo. Gli spartiti vocali tratti dall'edizione furono pubblicati da Novello a Londra, ma alcune partiture, come la partitura vocale di Sansone sono incomplete.
La continuazione, l'edizione Hallische Händel-Ausgabe fu inaugurata nel 1955 nella regione di Halle in Sassonia-Anhalt, Germania Orientale. Essa non era stata concepita come edizione critica, ma dopo le pesanti critiche ai primi volumi, che erano edizioni meramente esecutive, senza un impianto critico (ad esempio, l'opera Serse fu pubblicata con il protagonista rimaneggiato come tenore, come si usava nella pratica tedesca ante guerra), si riposizionò come un'edizione critica. Influenzato in parte dalla realtà della guerra fredda, il lavoro editoriale fu incoerente: si trovano in abbondanza errori di stampa e gli editori omisero di consultare fonti importanti. Nel 1985 fu formato un comitato per stabilire gli standard migliori per l'edizione. L'unificazione della Germania nel 1990, rimosse i problemi di comunicazione, ed i volumi emessi da allora mostrano un significativo miglioramento degli standard.
Tra il 1978 e il 1986 l'accademico tedesco Bernd Baselt catalogò le opere di Händel nella sua pubblicazione Händel-Werke-Verzeichnis. Il catalogo ha raggiunto un largo consenso e viene usato come moderno sistema di numerazione, con ciascuna delle opere di Händel designato un numero "HWV", per esempio il Messia è catalogato come "HWV 56".
Le opere di Händel sono state raccolte e conservate da due uomini: Sir Samuel Hellier, un signorotto di campagna i cui acquisti musicali formano il nucleo della Collezione Shaw-Hellier, e l'abolizionista Granville Sharp. Il catalogo che accompagna la mostra National Portrait Gallery, segnando il terzo centenario della nascita del compositore li chiama due uomini della fine del XVIII secolo "che ci hanno lasciato prove concrete dei mezzi per cui indulgevano nel loro entusiasmo".
Dopo la sua morte, le opere italiane di Händel caddero nel dimenticatoio, fatta eccezione per le selezioni, come l'aria dal Serse, Ombra mai fu. Gli oratori continuarono ad essere eseguiti, ma non molto tempo dopo la morte di Händel si pensava che avessero bisogno di qualche ammodernamento, e Mozart orchestrò una versione tedesca del Messiah e di altre opere. Nel corso del XIX secolo e nella prima metà del XX secolo, in particolare nei paesi anglofoni, la sua reputazione poggiava principalmente sui suoi oratori inglesi, che erano abitualmente eseguiti da enormi cori di cantanti dilettanti in occasioni solenni. Il centenario della sua morte, nel 1859, è stato celebrato da una performance del Messiah al The Crystal Palace, che coinvolse 2.765 cantanti e 460 strumentisti, che si esibirono per un pubblico di circa 10.000 persone.
Gli ultimi decenni hanno fatto rivivere le sue cantate profane e quelli che si potrebbero chiamare "oratori laici" o "opere concerto". Delle prime, l'Ode per il giorno di santa Cecilia (1739) (basata su testi di John Dryden) e l'Ode per il compleanno della regina Anna (1713) sono degne di nota. Per i suoi oratori laici, Händel si rivolse alla mitologia classica per i soggetti, producendo opere come Aci e Galatea (1719), Ercole (1745) e Semele (1744). Queste opere hanno una stretta parentela con gli oratori sacri, in particolare nella scrittura vocale dei testi in lingua inglese. Essi condividono anche le qualità liriche e drammatiche delle opere italiane di Händel. Come tali, essi sono a volte eseguiti sul palco da piccole formazioni da camera. Con la riscoperta delle sue opere teatrali Händel, oltre alla sua fama come strumentista, autore orchestrale, e melodista, è ora percepito come uno dei grandi drammaturghi musicali di opera lirica.
La forma originale del suo nome, Georg Friedrich Händel, è generalmente utilizzato in Germania e altrove, ma è conosciuto come "Haendel" in Francia. Un compositore diverso, Jacob Handl o Händl (1550 - 1591) è generalmente conosciuto con la forma latina Jacobus Gallus che appare nelle sue pubblicazioni.
A Händel fu generalmente accordata grande stima dai colleghi compositori, sia nel suo tempo che in seguito. Bach cercò, senza successo, di incontrarsi con Händel mentre era in visita ad Halle. Mozart è noto per aver detto di lui: «Händel capisce gli effetti meglio di chiunque altro di noi. Quando compone, lui colpisce come un colpo di tuono." Per Beethoven era "il maestro di tutti noi ... il più grande compositore che sia mai vissuto. Vorrei scoprirmi la testa e inginocchiarmi davanti alla sua tomba." Beethoven sottolineava soprattutto la semplicità ed il fascino popolare della musica di Händel, quando disse: "Vai da lui per imparare come ottenere grandi effetti con mezzi così semplici."
Fin dal 1831, quando William Crotch sollevò la questione nel suo Substance of Several Lectures on Music, gli studiosi hanno ampiamente studiato i "prestiti" di musica da altri compositori da parte di Händel. Sintetizzando la materia nel 2005, Richard Taruskin scrisse che Händel "sembra essere stato il campione di tutti i parodisti, adattando sia le sue opere che quelle di altri compositori a un numero senza precedenti e con una precisione senza pari." Tra i compositori la cui musica è stato dimostrato essere stata riutilizzata da Händel sono Alessandro Stradella, Gottlieb Muffat, Alessandro Scarlatti, Domenico Scarlatti Giacomo Carissimi, Georg Philipp Telemann, Carl Heinrich Graun, Leonardo Vinci, Jacobus Gallus, Francesco Antonio Urio, Reinhard Keiser, Francesco Gasparini, Giovanni Bononcini, William Boyce, Agostino Steffani, Francesco Gasparini, Franz Johann Habermann, e numerosi altri.
In un saggio pubblicato nel 1985, John H. Roberts ha dimostrato che i prestiti di Händel erano insolitamente frequenti anche per la sua epoca, tanto che l'autore fu già criticato dai contemporanei (in particolare da Johann Mattheson). Roberts suggerisce diverse possibili motivazioni per questa pratica di Händel, tra cui le sue aspirazioni a far talora apparire più aggiornata la musica di certe opere, e addirittura una certa sua "mancanza di facilità di base nell'inventare idee originali", anche se Roberts si premura di sostenere che questo non "sminuisce la statura di Händel", che dovrebbe essere "giudicato non per i suoi metodi, tanto meno per le sue motivazioni nell'impiegarli, ma solo per gli effetti da lui conseguiti."
Dopo la morte di Händel, molti compositori hanno scritto opere basate o ispirate alla sua musica. Il primo movimento della Symphony N. 6, Op. 116 di Louis Spohr, "L'età di Bach e Händel", assomiglia a due melodie del Messiah di Händel. Nel 1797 Ludwig van Beethoven pubblicò le 12 Variazioni in Sol maggiore su 'See the conqu'ring hero comes' dal Giuda Maccabeo di Händel, per violoncello e pianoforte. Nel 1822 Beethoven compose l'ouverture The Consecration of the House, che risente dell'influenza di Händel. Mauro Giuliani, virtuoso della chitarra, compose le sue Variazioni su un tema di Händel op. 107 per chitarra, sulla base della Suite n. 5 in mi maggiore di Händel, HWV 430, per clavicembalo. Nel 1861, usando un tema dalla seconda delle suite per clavicembalo di Händel, Johannes Brahms scrisse le Variazioni e Fuga su un tema di Händel op. 24, una delle sue opere più riuscite (lodato da Richard Wagner). Diverse opere del compositore francese Félix-Alexandre Guilmant utilizzano temi di Händel, per esempio la sua March on a Theme by Händel utilizza un tema dal Messia. Il compositore e flautista francese Philippe Gaubert ha scritto la sua Petite marche per flauto e pianoforte basato sul quarto movimento della Trio Sonata op. 5, n ° 2, HWV 397 di Händel. Il compositore argentino Luis Gianneo ha composto le sue Variazioni su un tema di Haendel per pianoforte. Nel 1911, il compositore e pianista di origine australiana Percy Grainger basa una delle sue opere più famose sul movimento finale della Suite di Haendel nº 5 in mi maggiore (proprio come Giuliani). Dapprima scrisse alcune variazioni sul tema, che intitolò Variazioni su Il Fabbro Armonioso di Händel. Poi usò le prime sedici battute della sua serie di variazioni per creare Händel in the Strand, uno dei suoi pezzi più amati, di cui ha fece diverse versioni (per esempio, la versione per pianoforte del 1930). Il Concerto per quartetto d'archi e orchestra in si bemolle maggiore di Arnold Schönberg, (1933) fu composta sul Concerto Grosso op. 6/7 di Händel.
Händel viene onorato con un giorno di festa il 28 luglio nel calendario liturgico della Chiesa episcopale, con Johann Sebastian Bach ed Henry Purcell. Nel calendario luterano dei Santi Händel e J.S. Bach condividono tale data con Heinrich Schütz, e Händel e Bach sono commemorati nel calendario dei santi preparati da L'Ordine di San Luca per l'uso della Chiesa metodista Unita.
Nel 1942, Händel fu oggetto del film biografico britannico The Great Mr. Händel diretto da Norman Walker e interpretato da Wilfrid Lawson. È stato girato agli Denham Studios dalla Rank Organisation e girato in technicolor.