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Maria di Rohan

Compositore: Donizetti Gaetano

Arie (spartiti per voce e pianoforte):

Armando Di Gondi (Contralto)

Per non istare in ozioSon leggero, è ver, d'amore

Enrico (Baritono)

Bella e di sol vestitaGemea di tetro carcere... Se ancor m'è dato stringerti

Maria (Soprano)

Benigno il cielo arridereCupa fatal mestizia... Ben fu il giorno avventuratoPreghiera: Havvi un Dio che in sua clemenza

Riccardo (Tenore)

Alma soave e caraQuando il cor da lei piagato... A te, divina immagine

Partitura vocale

"Maria di Rohan" PDF 9Mb "Maria di Rohan" PDF 18Mb
Cavatina: Cupa fatal mestizia. PDF 5MbRecitativo ed Aria di Chevreuse. PDF 0Mb
OvertureEd e verQuando il cor da lei piagato... A te, divina immagine. RiccardoCupa fatal metizia (Maria)Per non istare in ozio. Armando Di GondiGemea di tetro carcere (Enrico)Finale 1Alma soave e cara. RiccardoSon leggero, è ver, d'amore. Armando Di GondiAh! no t'inganni (Riccardo, Enrico)Finale 2A cosi santo affetto (Maria, Riccardo)Havvi un Dio (Maria)Bella e di sol vestita. EnricoSo per certo il tuo bel core (Maria, Enrico)Finale 3 (Maria, Riccardo, Enrico)
Wikipedia
Maria di Rohan o Il Conte di Chalais, è un'opera in tre atti di Gaetano Donizetti (1797-1848), su libretto di Salvadore Cammarano, rappresentata per la prima volta il 5 giugno 1843 al Theater am Kärntnertor a Vienna.
Maria di Rohan è la 64ª opera di Donizetti e debuttò il 5 giugno 1843 al Theater am Kärntnertor a Vienna con molto successo, con Eugenia Tadolini nel ruolo del titolo, affiancata da Carlo Guasco e Giorgio Ronconi. Già nel 1837, Donizetti pregava Salvadore Cammarano di scrivere un libretto secondo il testo di Lockroy che trattava la stessa materia e era stato rappresentata con successo in 1832 a Parigi. Il libretto di Cammarano fu tuttavia messo in musica prima da Giuseppe Lillo, Il Conte di Chalais (1839), che tuttavia non ebbe successo. Dopo il successo della prima rappresentazione a Vienna, Donizetti riprese l'opera nell'autunno dello stesso anno al Théâtre de la comédie italienne di Parigi: nell'occasione, il ruolo da tenore comprimario di Armando di Gondì venne adattato alla vocalità del contralto Marietta Brambilla, cui furono aggiunte ben due arie: le prime riprese dell'opera nel XX Secolo si basarono infatti sulla versione parigina. Nei vent'anni successivi al debutto viennese, l'opera di Donizetti fu rappresentata su tutte le più importanti scene d'Europa finché, come tutto il belcanto italiano, fu gradualmente eclissata dalle opere più "moderne" di Verdi e Wagner. Fu riscoperta nella seconda metà del XX secolo, ed ebbe importanti riprese sia in Italia che all'estero. Nel ruolo del titolo furono impegnate Virginia Zeani (1962, Napoli), Renata Scotto (1974, Venezia), Mariana Nicolesco (1988, Martina Franca), Edita Gruberova (Vienna, 1996).
Marie de Rohan-Montbazon, duchessa di Chevreuse (1600-1679) era una delle più famose e potenti cortigiane francesi della sua epoca. Anche il duca di Chevreuse, Claude de Lorraine della stirpe di Guisa, e il conte Chalais (della famiglia Talleyrand-Périgord) sono personaggi realmente esistiti. Maria, che Chevreuse aveva sposato nel 1622 e che aveva non solo una vita amorosa ma anche ambizioni politiche, tentò nel 1626 di far cadere il regime dell'onnipotente cardinale Richelieu che minacciava l'aristocrazia francese della rovina della propria indipendenza, contraria all'idea dell'assolutismo reale.
Parigi, all'epoca del re Luigi XIII: Maria di Rohan, famosa cortigiana, è nell'anticamera del Re e teme per la vita del suo marito, il duca di Chevreuse, che è stato condannato a morte dal cardinale Richelieu per essersi battuto in un duello, cosa in quel periodo severamente vietata. Maria decide di pregare il suo antico spasimante, il conte di Chalais, che l'adora ancora, di intercedere presso il Re affinché conceda la grazia al marito. La missione ha successo. Allo stesso tempo, Armando di Gondi, giovane cavaliere, si beffa della vita amorosa di Maria, oltraggio per il quale Chalais lo sfida a duello. Chevreuse, entra in scena e si offre a Chalais come padrino nel duello, nel frattempo Maria si rende conto di amare ancora Chalais.
Nel suo palazzo, Chalais attende l'ora del duello e scrive una lettera d'addio a Maria per il caso che muoia, che consegna al suo segretario Aubry. Maria entra per avvertirlo del fatto che il cardinale Richelieu, suo rivale alla corte, certamente lo condannarerà a morte se si avventura in un duello; ma non vi riesce. Poi deve celarsi perché Chevreuse entra inatteso per trattare ancora qualcosa con Chalais. Dopo la partenza del duca, Maria rinnova la sua implorazione al suo amante che non abbandona però la sua risoluzione di andare al duello. Finalmente apprendono che nel frattempo Chevreuse si è battuto nel nome del Chalais che tardava all'appuntamento del duello.
Dopo il duello, Chevreuse ritorna con una piccola ferita al braccio. Maria e Chalais lo cercano nel suo palazzo mentre i soldati del cardinale già inseguono il conte che viene considerato ancora come uno dei duellanti. Chevreuse li accoglie con benevolenza senza alcuno sospetto e aiuta Chalais a fuggire dai soldati. Prima che questo parta, sussurra a Maria che intende ritornare fra un'ora e che se non gli riuscisse di tornare anch'ella deve fuggire e raggiungerlo per morire insieme. Un istante dopo, De Fiesque, uno dei soldati, entra consegnando al duca la lettera di Chalais destinata a Maria, che è stata trovata mentre lo ricercavano nella sua casa. Al duca si svela così in un momento il legame fra sua moglie e Chalais. Furente di gelosia, interroga Maria che gli confessa tutto.
L'ora promessa passata, Chalais rientra e si vede subito sfidato a duello da Chevreuse. Si battono, i due, lontano dalla scena, si odono due colpi di pistola e Chevreuse rientra spiegando al seguito di Richelieu come Chalais abbia commesso suicidio. Poi fa gravi biasimi a Maria che s'inchina lasciando parlare tutta la sua disperazione e desolazione.