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Alceste

Compositore: Gluck Christoph Willibald

Arie (spartiti per voce e pianoforte):

Admeto (Tenore)

Crudele, senza tePel Dio, pe' Numi tuoiPerchè nutrir terror

Admète (Tenore)

Alceste, au nom des DieuxBannis la crainte et les alarmesBarbare, non, sans toi

Alceste (Soprano)

A vostri laiAh! Divinités implacablesAh! Malgré moiDivinités du StyxEh! Pourrai je vivre sans toiFatal divinitàGrand Dieux, du destin, qui m'accableJe n'ai jamais chéri la vieMi arridea sin or la vitaO Dei, del mio fato tirannoO funesta DeaSenza del tuo sospir

Ercole (Basso)

L'implacabile Dea

Hercule (Basso)

C'est envain

Il Sommo Sacerdote (Basso)

La Dea d'Averno avvolta

Le Grand-Prêtre (Basso)

Déjà la mort s'apprête

Tanato (Basso)

Se grave è a te

Un Dieu Infernal (Basso)

Caron t'appelle, entends sa voix!

Partitura vocale

"Alceste" PDF 3Mb "Alceste" PDF 5Mb "Alceste" PDF 6Mb "Alceste" PDF 7Mb "Alceste" PDF 7Mb "Alceste" PDF 7Mb "Alceste" PDF 14Mb "Alceste" PDF 26Mb "Alceste" PDF 30Mb
Non ce n'est point un sacrifice PDF 0MbDivinités du Styx (Act I, sc.7) PDF 0MbDivinités du Styx (Act I, sc.7). PDF 4MbDivinités du Styx (Act I, sc.7). PDF 0MbDivinités du Styx (Act I, sc.7). PDF 0MbVersion B (French). Color cover PDF 1Mb

Partiture per orchestra

"Alceste" PDF 8Mb "Alceste" PDF 10Mb "Alceste" PDF 14Mb "Alceste" PDF 24Mb "Alceste" PDF 26Mb "Alceste" PDF 37Mb "Alceste" PDF 40Mb "Alceste" PDF 49Mb
Divinités du Styx (Act I, sc.7). PDF 0MbVersion A (Italian). Ouverture / Intrada PDF 4MbVersion A (Italian). Prefatory material; Ouverture / Intrada PDF 1Mb
Divinités du Styx. AlcesteOve son...Ombre larve (Alceste)Grands dieux du destin (Alceste)OvertureBannis la crainte et les alarmes. AdmèteNon sans toi je ne peux plus vivre (Admeto)Ah! malgré moi mon faible coeur partage (Alceste)Suivez moi dans le templeNon ce n'est point un sacrifice (Alceste)O Dieux qu'allons nous devenirGrand Dieux, du destin, qui m'accable. Alceste
Wikipedia
Alceste è un'opera lirica di Christoph Willibald Gluck. Il libretto di Ranieri de' Calzabigi, in lingua italiana, fu tratto dall'Alcesti di Euripide.
Seconda opera della riforma gluckiana dopo Orfeo ed Euridice e prima di Paride ed Elena, fu rappresentata per la prima volta senza successo al Burgtheater di Vienna il 26 dicembre 1767.
Una versione più breve dell'opera, su libretto francese di Le Bailly du Roullet, venne presentata all'Opéra di Parigi il 23 aprile 1776.
Oggi l'opera viene rappresentata nella versione rivisitata anche se spesso tradotta in italiano. Entrambe le versioni sono in tre atti.
Quando la partitura dell'Alceste fu edita a stampa a Vienna, nel 1769, Gluck vi aggiunse una celebre prefazione in italiano, quasi certamente scritta da Calzabigi, che costituisce il vero e proprio manifesto delle loro idee sulla riforma del teatro d'opera, i cui punti programmatici ricalcano quelli esposti da Francesco Algarotti nel suo Saggio sopra l'opera in musica (1755), ossia:
Nell'Alceste non vi è alcun ruolo di castrato, anche se Gluck tornerà ad utilizzare questo tipo di voce nell'opera successiva, Paride ed Elena (1770), e procederà addirittura, nello stesso anno, a riscrivere per il sopranista Giuseppe Millico la parte tenorile di Admeto.
Si riporta qui di seguito il testo integrale della prefazione: essa si presenta sotto forma di dedica nei confronti dell'arciduca d'Asburgo e Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo.
Admeto, re di Fera in Tessaglia, sta morendo. La moglie Alceste, i loro due figli - Eumelo ed Aspasia - e tutto il popolo sono angosciati. Alceste, nella foresta, prega gli dei dell'Oltretomba che lo lascino vivere. Apollo le risponde che il re morirà quello stesso giorno, a meno che qualcuno non decida di sacrificarsi al suo posto. Alceste si offre ed Apollo accetta lo scambio. Admeto è subito risanato, senza sapere il motivo della sua miracolosa guarigione. Il re cerca invano la sua sposa, ma nessuno gli sa dire dove essa sia. Non trovando risposta, alfine Admeto intuisce che Alceste si è sacrificata per lui e, disperato, la vuole seguire nell'Ade. Interviene allora Ercole, suo vecchio amico e sodale, che promette di salvare la regina. Ercole segue Alceste nella discesa nell'Ade e impedisce che Thanatos, il dio della morte, la ghermisca. Apollo, toccato dall'eroismo di Ercole, concede ad Alceste di tornare a riunirsi con Admeto.
Maria Callas ha interpretato Alceste al Teatro alla Scala di Milano nel 1954.
Il Metropolitan Opera di New York ha allestito l'opera in tre differenti stagioni, per un totale di diciotto recite. La prima rappresentazione ebbe luogo il 24 gennaio 1941, con Marjorie Lawrence nei panni della protagonista.